Il controllo qualità – parte 2

Problemi di inchiostrazione.

Controstampa, chiazze, macchie e battute

Al fattore umano è affidata anche l’individuazione e l’eliminazione di altri difetti di stampa, questa volta più gravi perché più evidenti e significativi di una mancanza di qualità generalizzata.

Legato all’inchiostro e alla sua asciugatura è il fenomeno della controstampa, ovvero ciò che accade quando l’inchiostro stampato su di un lato si trasferisce sul retro del foglio successivo, provocando talvolta l’adesione tra i fogli. La controstampa può essere dovuta a una pila in uscita troppo alta, a uno strato eccessivo d’inchiostro, a una essiccazione lenta dello stesso, ad uno scarso assorbimento della carta, o a una bagnatura non idonea. Il più delle volte è sufficiente aumentare la quantità di antiscartino nella stampa in piana (anche se va ricordato che l’eccesso di questa polvere d’amido dà ai fogli una speciale ruvidezza al tatto) o regolare diversamente la temperatura del forno per accelerare l’asciugatura in roto. Dall’inchiostro e dalla sua interazione con la bagnatura dipende poi la formazione di chiazze, macchie e buchi di colore. Chiazze e controstampa sono difetti complessi da eliminare e possono interessare un gran numero di copie; viceversa macchie dovute alla caduta accidentale di gocce di acqua o inchiostro, per quanto da evitarsi e non tollerabili tra i fogli buoni, tendono a sparire nel giro di poche copie. In tutti questi casi accorgersi del difetto comporta l’esclusione dei fogli difettati e la soluzione del problema. Viceversa esiste un difetto di stampa congenito all’offset, ovvero la presenza di particolari battute, che si presentano come strisce più scure per tutta la larghezza del foglio a una distanza regolare dal bordo, evidenti soprattutto nel caso di fondi pieni. È la meccanica stessa della macchina a determinarle, in quanto la pressione del cilindro di stampa nel punto diametralmente opposto alla gola della lastra è minore, creando un impercettibile accumulo di inchiostro sulla carta. Questo difetto è attenuabile ma non eliminabile. Tuttavia è assai difficile accorgersene quando il foglio viene piegato e tagliato a formare una segnatura finita.

Difetti meccanici sul supporto.

Sfrisi, grinze, pieghe, cannettature, bolle

Imputabili sempre alla fase di stampa, in particolar modo al supporto, al suo corretto passaggio in macchina ed all’eventuale piega, sono gli sfrisi, le grinze e le pieghe. Tutti difetti meccanici, i primi dovuti a qualche parte della macchina (rotelline o pinze) che tocca la carta durante il suo trascinamento e sporcandosi di inchiostro fresco segna tutti i fogli, le altre causate dalle diverse forze di trascinamento non perfettamente bilanciate tra loro.

Legate soprattutto alla stampa rotativa infine sono le grinze in prossimità della piega (baffi), sul lato chiuso della segnatura, dovute all’eccessiva grammatura della carta rispetto al numero di pieghe richiesto, e la “cannettatura” della carta in senso parallelo allo svolgimento della bobina, provocata dalla non perfetta regolazione del forno, dall’inchiostro troppo bagnato o dalla carta troppo cotta. In questo caso possono verificarsi anche delle bolle.

Questo tipo di difetti può presentarsi anche su una parte importante della tiratura.

Segue nel prossimo post.

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