Il controllo qualità – parte 3

Immagini di cattiva qualità.

Basse risoluzioni, trasparenze, moiré


Ci sono alcuni difetti di stampa che indipendentemente dallo stampatore potrebbero essere evitati già in fase di impaginazione. Capita spesso di vedere fondini o testi a corpi importanti stampati in nero con sotto immagini ben visibili in trasparenza. Il solo inchiostro nero, per quanto carico, non ce la fa a coprire completamente il retino sottostante degli altri colori.

Il problema è ovviabile costruendo un nero ricco composto da tutti e quattro i colori da usare in questi casi. Una buona ricetta potrebbe essere un nero 30 % ciano, 30%  magenta, 40 % giallo e 100 % nero, ma potrebbe bastare anche un solo letto di blu. Oppure, ma si tratta di aggirare le impostazioni dei programmi di impaginazione, impostando il nero in quel punto in foratura e non in sovrastampa, in modo che “buchi” tutto ciò che vi è sotto. Attenzione però che spesso nel passaggio al pdf o dello stesso nel rip, il sistema non ripristini la situazione iniziale.

Un altro difetto controllabile in prestampa e certamente in ciano è il modo in cui il rip ha risolto le trasparenze impostate in fase di impaginazione. Capita, anche se sempre più di rado, vista l’evoluzione dei software, che delle trasparenze vengano convertite arbitrariamente in aree del tutto bianche, scomparendo o diventando basse risoluzioni. Prevedere cosa succederà nel passaggio dal pdf alla pagina rippata non è facile, per questo vale la pena però prestare molta attenzione al controllo delle ciano. Lo stesso accade con i vari difetti di interferenza di inclinazione di retino (moirè) che possono dare in stampa alcune immagini, principalmente quelle con texture.

Quando prove colore e cianografiche erano analogiche, ovvero si ottenevano dal montaggio delle pellicole, come del resto la posa delle lastre, era facile accorgersi di questo problema prima di stampare un foglio. Ora la stampa digitale, comoda perché veloce e fedele per cromia, può riservare qualche spiacevole sorpresa perché, usando una tecnologia di stampa completamente diversa, tende a nascondere i difetti del retino offset.

Capita spesso che il cliente denunci allo stampatore a lavoro finito la presenza di immagini di cattiva qualità, pixelate, insomma basse risoluzioni, imputandogli scarsa attenzione. In questo caso il danno può essere grave e sicuramente coinvolge l’intera tiratura. Ma la colpa non è sempre dello stampatore. Prima che il lavoro vada in macchina, infatti, ci sono una serie di step di controllo. E se è possibile che un grafico impagini con un’immagine inferiore ai 300 dpi, se anche i sistemi di controllo tipo PitStop possono essere elusi (ad esempio ricampionando l’immagine in modo che sia formalmente un’alta), c’è sempre il controllo ciano effettuato dal print buyer stesso. E con le ciano attuali, vere e proprie stampe digitali, a colori, su carta patinata, è difficile non accorgersi di una bassa risoluzione.

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