Inchiostri metallizzati, pastello e neon – parte 1

I colori speciali nascono per sopperire alla mancanza di tinte ottenibili in quadricromia. Tanto più questo è vero per le librerie Pantone dedicate a colori metallici, fluorescenti e pastello: inchiostri che consentono, senza costose e complesse operazioni di nobilitazione post-stampa, di ottenere effetti davvero sorprendenti.

Gli inchiostri metallici

Come tutti gli inchiostri, anche i metallici sono composti da un pigmento, una soluzione resinosa e vari additivi; ciò che li contraddistingue è il pigmento, fatto da un mix di rame, bronzo e alluminio. Sono oggi sempre più diffusi in ogni campo comunicativo nel quale si intenda suggerire un senso di preziosità e ricercatezza, ma spesso sono utilizzati in modo “banale” per dar corpo a titoli, fondini, oppure, in unione con la quadricromia, per suggerire la matericità di oggetti metallici. In realtà possono dare vero lustro a uno stampato, diventando una vera e propria nobilitazione. E per di più, come spiega Alice Chrisam, Sales manager del settore Graphic arts and plastic di Eckart Italia «gli inchiostri metallizzati presentano notevoli vantaggi in termini di resa di stampa e nell’interesse dello stampatore, che può utilizzarli direttamente nella stessa macchina che utilizza per la normale produzione».

La nuova serie Premium Metallic

Con il recente rinnovamento della serie Plus le librerie dei pantoni metallici si sono ulteriormente arricchite. Esistono infatti due serie distinte: la Metallic e la Premium Metallic. La prima si compone di 301 tinte ottenute miscelando le 7 tinte base metallizzate con le 14 basi del Matching System. La Premium Metallic, composta da 300 colori, nasce invece dall’unione delle 11 tinte base del sistema Goe con il nuovo Premium Silver (Eckart Metalstar 067500): un inchiostro dalle doti di massima resistenza, alta luminosità e una maggiore sovraverniciabilità ottenute grazie allo speciale pigmento di alluminio. Il pigmento tradizionalmente usato per il pantone 877 (argento), infatti, ha sempre richiesto compromessi in termini di asciugatura, sovrastampabilità, brillantezza, ossidazione e opacizzazione nel tempo. Il Premium Silver promette di far meglio: trattandosi di un pigmento non-leafing, ovvero che non “fa pelle”, migliorano le interazioni con le vernici (UV o all’acqua) e si riducono al minimo i rischi di distacco della laminazione o dei nastri per la stampa a caldo.

segue nel prossimo post ->


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