Drupa 2012. Il futuro come vorremmo che fosse

 Il 3 di maggio inizia la Drupa. Tutto il mondo della stampa e di tutto quello che gli ruota intorno è in fibrillazione. Sembra che il futuro del settore in qualche modo si giochi con questa fiera. E per certi versi non sbagliano. Mi chiedo solo se una fiera, per quanto così attesa e frequentata potrà fare la differenza. Provo a spiegarmi co un semplice ragionamento. Tutti gli espositori si presenterà non con delle novità per semplificare a vario titolo una o più problematiche dei processi produttivi della stampa tradizionale o di quella digitale. Cambi lavoro super rapidi, tempi di avviamento ridotti a zero, uniformità di stampa dalla prima all’ultima copia, software in grado di rendere fluida e rapida la fase di lavorazione dei file e la prestampa… Per non parlare poi delle macchine… Ma quanti potranno di qui a poco adottare queste soluzioni? Il problema sta tutto nell’avere i fondi da investire o la possibilità di accedere al credito. In Italia come in Europa. E ancora ammettendo, di poter ridurre al massimo il costo a copia di uno stampato, ottimizzando l’ottimizzabile, quanti sono i clienti, commerciali o editoriali, che possono permettersi ancora di investire in stampa. La carta resta insieme al digitale, ma comunque si sta riducendo. Mancano gli investimenti perchè mancano i soldi e i soldi mancano perchè chi legge legge meno e chi compra compra meno. E allora la Drupa rischia di essere una bella vetrina in cui si presenta il futuro come vorremmo che fosse e non come sarà.
Comunque non voglio mettere le mani avanti, faccio solo una considerazione che dati alla mano ora sembra logica. Potrei sbagliarmi. Spero…