Il QR scomparso

Qualche anno fa sembrava dovesse rivoluzionare il modo in cui potevamo interagire con la realtà. Con uno smartphone e un QR era possibile avere tutta una serie di informazioni aggiuntive, su un prodotto, un monumento, un luogo della città, un pezzo esposto in un museo, un filmato legato a un articolo… E’ la cosiddetta realtà aumentata. Eppure, dopo un primo timido apparire su riviste e giornali, il QR sembra scomparso. Relegato, si fa per dire, all’uso per il quale è nato: espandere le possibilità del bar code tradizionale. Questo è quello che sembra succeda qui in Italia. All’estero, Germania e Svizzera, ma anche Francia, invece se ne vede molti di più anche sulle riviste, sulle copertine, sui prodotti, sulle vetrine dei negozi e su qualche monumento. A dire la verità un timido rilancio della realtà aumentata lo si ritrova anche nel nuovo Sette, il settimanle del Corriere della Sera. Si scarica un’app, si inquadra la pagina e parte un filmato a corredo dell’articolo. È strano questa scarso appeal della realtà aumentata, eppure l’Italia resta leader nell’uso dei telefonini e nella vendita di smartphone e le possibilità teoriche offerte da questa tecnologia sono davvero tante. Insomma, a parte telefonarci, chattare in Facebook e scambiarci messaggi, con iphone e smartphone vari ci facciamo forse poco altro.

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