La carta in crisi? Si, no, forse

Sono stati resi noti a Milano i risultati dello studio Lorien Consulting sulla carta nella comunicazione multicanale nell’ambito dell’evento “io sono qui” organizzato da Print Power Italy: il 96,2% delle aziende italiane utilizza la comunicazione su carta nel proprio media. Dallo studio si legge:

“In questo mercato la carta gioca dunque ancora un ruolo fondamentale: ben il 96,2% delle aziende italiane la utilizza infatti nelproprio media mix e, tra queste, vi è un 9% che la utilizza in maniera esclusiva. 

La carta viene caratterizzata da punti di forza quali la targetizzazione del messaggio, l’autorevolezza, il coinvolgimento emotivo, la complementarietà con gli altri mezzi, il call to action, la conservabilità, la possibilità di dare spazio alla creatività e alle informazioni”. 

Da questi dati si evince una crisi della pubblicità, ma non della carta in senso stretto che cala in volume, ma non in percentuale. Da qui viene naturale estendere la riflessione agli altri ambiti in cui la carta è protagonista, come l’editoria, e la domanda allora diventa: perché l’apertura al digitale per quanto avviata resta lenta e difficoltosa? Se una penetrazione nelle fasce più giovani della popolazione si può considerare assodata e forse scontata già per la generazione dei bambini che ora frequentano le elementari, resta scoperta l’enorme fetta di persone, più o meno informatizzate, over 50. Persone che rappresentano in Italia una grande fetta di mercato soprattutto. Su questi l’affermazione del digitale è decisamente più lenta. I motivi? Due a mio avviso:

  1. per quanto semplificate rispetto al passato, tutte le applicazioni digitali restano a un livello medio-alto per chi non ha grande familiarità con la tecnologia digilate e iniziare da zero o poco più è difficile, direi almeno per chi non ha avuto modo di lavorare con un computer in modo continuativo.
  2. il costo di pc e device vari, per quanto in progressiva discesa, resta comunque alto. Difficilmente si riesce a stare sotto i 1000 euro per pc, monitor, connessione internet, stampante… Certo si tratta di un investimento che semplifica la vita, fa risparmiare tempo, mette in connessione con il mondo e consente l’informazione continua… ma è difficile far capire ciò a chi ne è lontano per formazione ed esperienza e non ne vede le potenzialità, ma solo la difficoltà per imparare ad usarli. Certo ci sono device e reader a prezzi abbordabili, ma tra tariffe, configurazioni, impostazioni, password, paypal, store e tutto il resto è difficile per queste persone andare oltre l’uso ludico o di status symbol.

Su questo forse occorrerebbe lavorare: se non sulla semplificazione, che comunque resta imprescindibile, certamente sul prezzo dell’hardware. Meno costa più facilmente lo acquisto, lo uso e ci familiarizzo e così acquisterò i contenuti siano essi app, ebook, magazine e quotidiani digitali… A maggior ragione ora che ogni euro è prezioso.

Qui è possibile leggere tutto lo studio: La carta negli investimenti in comunicazione

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