Adesso è chiaro: i grandi editori e gli ebook store online “indipendenti” sono masochisti — Simplicissimus

Adesso è chiaro: i grandi editori e gli ebook store online “indipendenti” sono masochisti (da Simplicissimus).

Bella riflessione di Antonio Tombolini, anima del blog di Simplicissimus.

Fa riflettere soprattutto l’ultima parte:

“Ecco i conti di un ebook venduto a 0,99€:

  • il 21% del prezzo va allo Stato a titolo di IVA (0,17€) e restano 0,82€
  • il 35% (almeno) del prezzo al netto dell’IVA va allo store + distributore (0,29€) e restano 0,53€
  • almeno il 2,5% (quando va benissimo) del prezzo compresa IVA va al gestore dei pagamenti (paypal, cartasi, bancasella, chi volete voi): sono altri 3 centesimi, e siamo a 0,50€ che vanno finalmente all’editore
  • all’autore per ora l’editore paga il 25% del netto ricavato, ovvero di questi 0,50€, ovvero 125 millesimi (CENTOVENTICINQUEMILLESIMIDIEURO!)

In altre parole, se l’ebook in questione è un successone, e magari vende, che ne so, duemila copie, l’autore si metterà in tasca ben… 250 Euro! Poi dicono il self-publishing…

Carte di… carta

Ho passato le mie vacanze in montagna, in un parco regionale francese nelle Haute-Alpes. Per preparare le mie escursioni ho deciso di usare il più possibile la tecnologia digitale, decidendo di portare l’ipad direttamente in passeggiata, invece di usare le classiche carte dell’IGN in scala 1:25.000. Ho cercato in internet le escursioni da fare in zona sul portale del parco e sui forum di randonneur, ho scelto gli itinerari verificandoli su Google Map e Google Earth, e finalemnte mi sono dotato di app e cartografia digitale. L’idea era di non comprarmi le 4 carte che coprono l’intero parco e quindi di non portamele dietro durante le escursioni con il rischio che si bagnino o si rovinino, ma di caricare tutto l’ipad. Mi dicevo: le guardo dove e quando voglio e le ingrandisco quanto mi serve. Certo sono 650 gr in più nello zaino, ma vuoi mettere la comodità e poi è giusto usare le nuove tecnologie. Peccato che la cartografia digitale in scala 1:25.000, sempre IGN, per contenere il formato dei file, salvati .png, è divisa in piccolissime porzioni di terreno di 12×12 km circa e recuperare tutte le parti necessarie per coprire una passeggiata di una giornata è impresa ardua se non conosci perfettamente i luoghi. E’ come fare un puzzler con i pezzi tutti uguali. I file sono raster e non vettoriali da 4.000×4.000 px @254 dpi e pesano circa 7-8 mb. Arrivati a un certo ingrandimento, poi, come tutte le immagini raster, iniziano a vedersi i pixel. L’ipad inoltre non riesce a gestire immagini troppo pesanti o troppo grandi (crasha, semplicemente) per cui ricampionarle a 150 dpi per tenerle più grandi non serve a nulla. Ma la cosa più frustrante è consultarle all’aperto! Che l’ipad sotto il sole non sia il massimo è risaputo, ma così è davvero troppo: non si vede nulla. E non c’è app che tenga. Si può migliorare la consultazione delle carte, ottimizzarla e semplificarla, ma il monitor resta lo stesso. E con altri device non credo ci sia differenza. Morale, sono corso a comprare i “lenzuoli” di carta tradizionali alla modica cifra di 11,16 euro l’uno, guardandomi bene intorno per vedere se chi aveva gps cartografici come il Garmin Map 62 o simili riuscisse a fare a meno della tanto amata carta. La risposta è scontata, al di là del costo ovviamente.
Un punto in più per la carta? No, uno in meno per chi intende farne a meno. E la prova del nove per chi crede, come me, che uno switch definitivo non ci sarà, piuttosto una convivenza pacifica.

Alla Triennale di Milano la mostra “TDM5: grafica Italiana”

Dalla cartella stampa: “Con la quinta edizione dal titolo TDM5: grafica italiana,Triennale Design Museum porta avanti il suo percorso di promozione e valorizzazione della creatività italiana, estendendo la ricerca a una storia che è sempre stata considerata minore e ancillare, per restituirle la giusta autonomia.”

TDM5: grafica italiana rappresenta un’opportunità per presentare vicende, figure, fenomeni che hanno accompagnato e sostenuto gli sviluppi culturali, sociali, economici e politici del nostro paese, che rimangono ancora relativamente poco conosciuti, nella loro ricchezza, al di fuori delle comunità specializzate.”

Triennale di Milano – V Triennale Design Museum – TDM5: grafica Italiana.

Indagine ISTAT sulla produzione e la lettura dei libri in Italia (2010 – 2011)

A parte i templi biblici (scusate il gioco di parole) di elaborazione dei dati, a maggio scorso l’Istat ha divulgato un’interssante inchiesta con i dati relativi alla produzione libraria e alla lettura degli anni 2010-2011 in Italia. Nel 2010 è calato il numero degli editori italiani (2.700 tra case editrici ed enti che pubblicano libri, per lo più in Lombardia, Lazio e Toscana) ma è cresciuto il numero dei titoli pubblicati (da 57.558 a 63.800, + 10,8%). In aumento anche la tiratura complessiva (oltre 213 milioni di copie, +2,5%) con una tiratura media però in calo del 7,6%: da oltre 3.600 copie/titolo del 2009 a poco più di 3.340 nel 2010. Dati, a mio avviso, ormai lontani mille miglia dalla realtà di oggi rivoluzionati da una crisi che ha accellerato, anche in modo imprevedivile, tanti processi. Per questo, credo, il calo sarà più evidente sui dati del 2012, ma l’Istat lo scoprirà solo nel maggio del 2013 quando diffonderà la prossima indagine!

Sconcertanti sono però, alcuni dati sulla lettura; due fra tutti:

Nel 2011, il 9,9% delle famiglie dichiara di non possedere alcun libro in casa.

In Italia, anche chi legge, legge molto poco: il 45,6% dei lettori non ha letto più di 3 libri in 12 mesi.

Qui il testo integrale in pdf.

“Inchiostri e vernici” dal sito MetaPrintArt

Per chi non lo avesse ancora scoperto, Marco Picasso ha un suo sito dedicato alla tecnica e alla cultura grafica sul quale pubblica, tra le altre cose, interessanti articoli legati alle tecniche di stampa, alla carta e agli inchiostri.

Vorrei segnalere questo dedicato a “Inchiostri e vernici“: chiaro e completo.

“Che vuole che io faccia del suo latinorum?”* Ci impagino…

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Do i numeri? No, questo è il passo dal De finibus bonorum et malorum di Cicerone dal quale è tratto il famoso testo segnaposto “Lorem ipsum dolor sit amet”, usato sin dal XVI secolo. Le parole, evidenziate in bold, sono state individuate da Richard McClintock, professore di latino al Hampden-Sydney College in Virginia. Fu reso popolare, negli anni Sessanta, con la diffusione dei fogli di caratteri trasferibili Letraset (trasferelli) che ne contenevano passaggi. Una traduzione, ovviamente, non è possibile e, è bene ricordarlo, esistono diverse versioni di Lorem, create nel tempo, anche a scopo ludico.

* A. Manzoni, I Promessi Sposi