Quitidiani: stop alle ribattute

A breve i quotidiani del gruppo RCS, Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport, chiuderanno le loro pubblicazioni entro le 22,30, eliminando in questo modo quelle che, in gergo, si chiamano “ribattute”. Il motivo è semplice: risparmiare. Gli aggiornamenti delle news successivi alla chiusura del quotidiano verranno affidati ai siti internet e alle varie edizioni digitali. Anche Repubblica è già pronta a fare lo stesso passo, mentre la Stampa di Torino ha deciso di partire con l’orario ridotto da lunedì prossimo. I singoli servizi dovranno chiudere progressivamente a partire dalle 21,30. La scomparsa della ribattuta tradizionale non solo dovrebbe portare a significativi risparmi economici e spinge i quotidiani a investire sul web, visto che le notizie successive alla chiusura verranno date soprattutto attraverso i siti Intenet. Così dalle edizioni cartacee spariranno sempre più le notizie di fatti avvenuti in tarda serata, come del resto è già avvenuto in occasione dell’elezione di Obama proprio per Corriere e Repubblica che sono usciti senza la ribattuta della prima pagina.

Insomma, come disse lo scrittore e poeta francese Charles Péguy, “niente è forse così vecchio come il giornale di oggi”.

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ebook: quanto costa? dipende

Interessante la politica di pricing per gli ebook scelta da Bookolico, un team di ragazzi dell’omonima startup con base a Torino che hanno realizzato una web app di vendita di soli libri digitali in regime di self publishing. Un titolo può essere distribuito gratuitamente o messo in vendita a un prezzo che varia al variare del gradimento del lettore. Il range di prezzi va da 0,99 a 6,99 euro: così un libro appena messo in vendita costa 0,99 e, man mano che i lettori lo comprano ed aumenta le sue “quotazioni”, può arrivare a 6,99,  che comunque rappresenta il prezzo massimo. Qui è spiegato nel dettaglio il meccanismo.

La scelta che può apparire ardita, in realtà è frutto di un’analisi del mercato attenta e ponderata e aiuta anche il lettore nell’orientarsi tra i tanti titoli disponibili: non dimentichiamo che Bookolico distribuisce titoli inediti e, per chi vuole scegliere un titolo, conoscere l’apprezzamento degli altri può aiutare.

L’altra scelta ardita è di non pubblicare le copertine degli ebook, rinunciando a un efficace strumento di marketing. Il testo, la sinossi e i giudizi del lettore sono così centrali e obbligano il lettore a una scelta ponderata e non sull’onda dell’emozione di un’immagine.

117 milioni di schede elettorali…

Si chiama “Organo preposto alla determinazione dei prezzi delle forniture dell’Istituto poligrafico e Zecca dello Stato alle pubbliche amministrazioni” ed è la commissione del Ministero dell’Economia deputata alla definizione del prezzo di fornitura per le schede elettorali.

Nel 2008 il prezzo era stato fissato a 0,026 euro a copia per un totale di 61 milioni di schede per la Camera e 56 milioni per il Senato.

Con la legislatura agli sgoccioli e il voto in molte regioni ce ne saranno da stampare di schede elettorali. La commessa, secondo quanto già chiarito da Nicola Cosentino in un’interrogazione parlamentare del 2009, è affidata d’ufficio al Poligrafico, sembra senza nessuna gara; l’Istituto poi, con “criterio di continuità” si occupa di affidare la stampa a un gruppo di un centinaio di tipografie “gradite”. Un giro di affari che nel 2009 -tra amministrative per i sindaci, europee e provinciali- ha garantito al Poligrafico un fatturato di +40 milioni. Quanto vale nel complesso la commessa? Circa 3 milioni di euro cui aggiunere i costi di tutti gli altri stampati elettorali come pubblicazioni, registri, cancelleria… tutti coordinati e appaltati dal Poligrafico che non aspetta altro, visto il calo del fatturato dell’ultimo anno (-22%).

Spese necessarie per l’esercizio del diritto del voto, certo, ma chissà poi se corrette in termini di prezzo: sarebbe interessante capire sulla base di quale listino viene composto il costo a copia.

Una cosa è certa: fa specie scoprire che, da capitolato, è previsto un extra tiratura medio del 30% che inevitabilmente andranno al macero…

ps. ad oggi nella sezione Bandi di Gara del sito dell’Istituto figurano solo 2 bandi relativi alle prossime elezioni: per “FORNITURA DI BUSTE E FASCIONI” e “FORNITURA DI URNE ELETTORALI

Qui una circolare del 25 settembre relativa alla “stampa delle schede di votazione” per il Presidente della Sicilia

Di Eco, Joyce, Kerouac e García Márquez i libri «impossibili» da finire

Eco, Joyce, Kerouac, García Márquez: dal Corriere i «impossibili» da finire.

L’idea è del Guardian che ha lanciato il sondaggio i primi di novembre proponendo la classifica fatta per immagini: The 10 most difficult books to finish – in pictures.

Il Corriere ha invitato a votare i lettori sul suo sito, su Twitter (#10librichenonriescoafinire) dove il dibattito è tutt’ora aperto, e Facebook. Tanti  titoli scontati (La “Recherche” di Proust), qualche sorpresa (il “Deserto dei Tartari” di Buzzati) e una certezza la lunghezza non è sinonimo di difficile da finire.