Governo: una transizione più morbida dal cartaceo al digitale

Governo: una transizione più morbida dal cartaceo al digitale da stampamedia.net.

Un’altra occasione perduta: si legge: “il Senato ha spostato in avanti l’adozione del libro digitale nella scuola, reso più flessibile l’opzione per le scuole e specificato bene che il libro cartaceo non può sparire dall’oggi al domani, in quanto ha una funzione molto importante nella didattica e nell’apprendimento e dunque deve rimanere disponibile come opzione accanto al libro digitale per docenti e studenti”.

“Questa transizione coinvolgerà in serio molte aziende e molti lavoratori per i quali adesso, grazie al lavoro del Senato, esiste un minimo lasso di tempo per potersi riorganizzare e pensare un futuro cercando di gestire la transizione al meglio. Non siamo in un momento in cui ci possiamo permettere di chiudere i cancelli delle imprese e lasciare fuori i lavoratori”.

Se non ora, quando? e intanto il mondo va avanti…

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2 pensieri su “Governo: una transizione più morbida dal cartaceo al digitale

  1. Sciocchezze!
    Il libro digitale non è affatto preferibile al libro stampato se non in alcuni casi nei quali non rientrano sicuramente i manuali scolastici. In proposito rimando ad una ricerca presso le università italiane presentata all’ultima fiera della piccola e media editoria e che dovrebbe essere pubblicata nel sito WEB dell’AIE.
    Inoltre la semplice visualizzazione a monitor delle pagine “stampate”, o la sua integrazione con strumenti di limitata utilità non colmano gli svantaggi di non avere la carta, se non il risparmio di peso, che sulle spalle dei ragazzini può essere importante ma non un valore assoluto.
    Servirebbero molte più funzioni integrate e collegate ai testi, ed è impegnativo e costoso idearle ed applicarle in modo efficace. A mio avviso si farebbe prima e meglio usando siti WEB.
    Per alcuni testi, come i vocabolari e altre opere di consultazione, la soluzione digitale può essere già conveniente a quella stampata, pur non senza perdere qualcosa (sfogliare un vocabolario o una enciclopedia è una enorme apertura culturale, che consente percorsi personali molto più di quanto sia dato da alcune funzioni informatiche).
    Per rapide consultazioni di articoli ed estratti, ben venga la rete, anche se ci sono problemi veri e serissimi che nessuno sembra porre come il crimine contro la cultura e la democrazia, oltre che contro la riservatezza delle persone, perpetrato da Google e da altri motori di ricerca che FALSIFICANO i risultati in base a dati personali sottratti agli utenti.
    In nome della presunta modernità molti hanno già contribuito alla distruzione di altre cose che funzionavano e digerito assurdità compresi rigurgiti di cose in realtà molto più vecchie (vedi alla voce “neoliberismo”).

    Luca Marcantonio
    (fra l’altro, editore)

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