Il futuro dei giornali è lontano dalla carta?

“I quotidiani tradizionali perderanno definitivamente la qualifica di mass media? Difficile rispondere. Molto probabilmente la carta stampata non scomparirà, trovando un suo riposizionamento. A fronte dei risparmi sui costi della carta, della stampa e della distribuzione, per le pubblicazioni online sono però destinate ad aumentare le spese per la produzione di contenuti che dovranno essere continuamente aggiornati. La ridistribuzione del lavoro comporterà una considerevole ristrutturazione della filiera tradizionale del business degli editori che a sua volta porterà alla revisione degli attuali modelli economici. La carta non sarà più una barriera all’entrare nel settore, che invece dovrà puntare molto sulla qualità del contenuto per conquistare e fidalizzare il pubblico”

da U. Lisiero, News Paper Revolution, Fausto Lupetti Editore, 2012

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Guido Veneziani Editore acquisita Grafiche Mazzucchelli – 2

Più ci penso e più sembra strana la scelta di un Editore di acquistare uno stampatore. Eppure non dovrebbe essere così. In fin dei conti, editori storici, Mondadori in testa, hanno iniziato proprio in questo modo, fiutando da stampatori, il business in autori magari rifiutati. Col tempo però si è preferito diversificare, esternalizzando tutto quello che erano servizi accessori al prodotto. In questo modo si potevano mettere sul mercato le proprie pubblicazioni cercando il miglior fornitore al prezzo più concorrenziale, senza per forza rimanere legati a dover far girare le proprie macchine. E ha funzionato: gli stampatori puri hanno potuto sviluppare i propri stabilimenti in base alle richieste del mercato, gli Editori si sono concentrati sul prodotto. Sono rare le eccezioni: ad esempio, RCS con gli impianti del Corriere di Pessano.

E se fosse arrivato il momento di ripensare il modello e ritornare a un Editore che stampa in proprio? Pensiamo a un editore medio, magari non di riviste, ma di libri, che ottimizzati i formati, decidesse di comprarsi una macchina da stampa digitale (es. Hp T350) e producesse solo quanto e quando gli occorre: in questo modo, con un investimento decisamente inferiore a un impianto tradizionale,  si potrebbe fare vera efficienza, sfruttare tecnologie nuove (e quindi abbassarne ulteriormente i costi), pensare a logiche di co-marketing con i prodotti digitali (intesi come ebook, app…), accorciare la filiera razionalizzandola e non pensare più per macro economie di scala, ma, con logiche  artigianali, per lotti più proporzionati alle richieste del mercato. Così magari anche lo scouting di nuovi titoli e autori potrebbe essere meno rischioso…

Potremmo fare due conti?

Guido Veneziani Editore acquisita Grafiche Mazzucchelli – 1

Nuovo colpo di Guido Veneziani Editore. Dopo Rotoalba acquisita anche la Mazzucchelli | stampamedia.net.

Fondata negli anni Settanta, come tipografia artigianale, e controllata dalla famiglia Fiori, la Mazzucchelli, attualmente guidata da Guglielmo Fiori e da Pier Luigi Guerini, è uno dei più importanti stampatori italiani specializzata nel roto-offset con impianti d’avanguardia, tra i quali la Goss Sunday a 96 pagine, in grado di stampare 80 mila copie all’ora, di cui ho postato un video recentemente. La Guido Veneziani Editore, invece, entrato nella stampa acquistando dal gruppo tedesco Bagel il controllo di Roto Alba, ha un portafoglio di 17 periodici familiari di intrattenimento (tra i quali Stop, Rakam, Top, Vera e Vero) e il canale Vero Tv. «È stata una scelta strategica a fronte di un settore negli ultimi tempi in decisa contrazione – ha dichiarato Guerini. Anche grazie a significativi investimenti l’azienda ha un motore in piena efficienza: la Gve, con i suoi periodici, darà la benzina per farlo funzionare». Le prospettive sembrano buone. Un in bocca al lupo ai ragazzi che in Mazzucchelli lavorano e con i quali ho collaborato per anni.

Chi siamo

Quanto costa il libro? Come si forma il prezzo, su carta e in digitale

Lucida analisi di Luisa Capelli sul sito alfabeta2 da leggere tutta di un fiato e meditare.

Qualche suggestione:

  • “effetto più evidente e noto di tale organizzazione della filiera è l’iperproduzione, spesso segnata da una proposta standardizzata dove i cloni occupano lo spazio dell’attenzione e degli scaffali, penalizzando le pubblicazioni originali”;
  • “dovremo anzitutto ipotizzare un prezzo di copertina assai più basso, diciamo 5 euro, poiché la percezione del valore delle opere digitali è di gran lunga inferiore a quella del corrispettivo cartaceo”;
  • “editori, redattori e addetti ai lavori dovranno iniziare a leggere in digitale per comprendere bisogni e critiche dei lettori”;
  • “la pubblicazione digitale può rappresentare un’alternativa e può consentire di pubblicare opere che oggi non arrivano in libreria, favorendo il manifestarsi di un mercato editoriale digitale maturo”;
  • “Dovremo ripensare la funzione editoriale: restituendo valore ai processi di selezione dei contenuti, rendendo questi ultimi sociali e condivisi, tornando a studiare gli ambienti nei quali essi si producono”.

nb. i bold sono dell’autrice

Newton: Libri… di carta a 0,99€

A marzo la casa editrice romana uscirà con LIVE una nuova collana super low-cost. 12 titoli per iniziare che includono, oltre a monumenti della letteratura come Shakespeare o Jane Austen, anche un paio di autori molto venduti della Newton Compton, Marcello Simoni, con I sotterranei della Cattedrale, e Andrea Frediani, con L’assedio di Roma). Queste opere costeranno meno di un ebook!
È l’attacco frontale del libro di carta contro l’avanzata del digitale?
«Questa collana è stata concepita per offrire ai librai uno strumento per sfidare il libro digitale» ha dichiarato Raffaello Avanzini, figlio del fondatore di Newton Compton. «0,99 euro è lo stesso prezzo degli e-book ultrascontati. I nostri volumi, allegri e colorati, saranno esposti vicino alla cassa delle librerie. Se manca il resto si può dare un Seneca o una Némirovskij». La tiratura? «Di ognuno di questi nuovi tomi della ‘Live’ pensiamo di tirarne 70-100 mila copie. Ritengo che andranno via tutte. I nostri libri a 9,90 euro (I Mammouth, ndr) hanno spesso scalato le classifiche. Li abbiamo offerti al lettore nella maniera giusta. Per esempio, di un’opera non per tutti i palati come l’ Ulisse di Joyce ne abbiamo vendute 25mila copie ma l’abbiamo proposta in una traduzione eccellente, con un linguaggio accessibile a tutti. I libri di ‘Live’, inoltre, sono libri-esca. Ne compro uno attirato dal fatto che così non svuoto il portafoglio, mi appassiono e torno ad acquistarne altri, magari più costosi. È un modo per ridare fiato al mercato».
O per ucciderlo, affogando la filiera redazione-carta-stampa?
I caso sono 2: o Newton propone questi libri assolutamente sotto costo o tutti gli altri editori, Newton compresa, fin ora hanno lucrato oltre modo sui prezzi di copertina. Il che può anche essere, ma se è vera la proporzione che dice che il costo industriale (carta e stampa) di un libro è circa il 10% del prezzo di copertina, Newton sta pagando a copia 9 centesimi di euro!

Ps. Se qualcuno conosce uno dei 25mila che hanno comprato e letto l’Ulisse di Joyce me lo faccia sapere. “un linguaggio accessibile a tutti”… Ma se non ha neanche la punteggiatura…