Italia e le occasioni mancate

Permettete una piccola divagazione da stampa, editoria e grafia, argomenti preferiti di questo blog?

Ho letto su Sette del 22 marzo un bell’articolo di Edoardo Vigna su Renato Soru, il patron di Tiscali intitiolato “Italiani, facciamo la guerra al monopolio di Google”, ma che si poteva anche intitolare “Italia, le occasioni mancate”. Poche parole tratte dal pezzo per rendersene conto, indignarsi e farsi venire un po’ di rabbia che, spero, si tramuti in voglia di fare e non in immobilismo.

“Fin dall’inizio, abbiamo prodotto tanta innovazione. Fummo tra i primi a parlare di Voip (le tecnologia per parlare al telefono via internet, resa poi un successo da Skype). Ma poi l’abbiamo abbandonato. Abbiamo creato un prodotto d’interfaccia vocale: potevi dettare una mail, chiedere informazioni a voce. Anche questo l’abbiamo abbandonato. Poi abbiamo fatti un motore di ricerca, tipo Google: Arianna, si chiamava. Era il primo al mondo ad avere la ricerca di file audio mp3, il primo ad avere un comparatore di prezzi oggi tanto di moda. Noi ci orientammo verso i servizi di telecomunicazioni, piuttosto che verso i servizi internet. Fu una decisione dovuta alla necessità di metterci nei segmenti di business all’epoca più profittevoli. E fu un errore storico

C’è bisogno di aggiungere altro?

Sì il nome del nuovo motore di ricerca sviluppato da Tiscali: istella (è sardo e Apple non centra)

NB: Per chi volesse l’articolo intero si legge qui.

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Tipografia Vaticana: nuovo reparto di stampa digitale

In tempo di elezione del nuova Papa anche la Tipografia Vaticana si mette al passo con i tempi e si dota di un nuovo reparto di stampa digitale con una MGI Meteor DP8700XL distribuita in Italia da Agfa Graphics cui è accoppiata una linea di confezione Horizon e una plastificatrice Forgraf. 

Qui l’articolo pubblicato da stampamedia.net: La stampa digitale MGI di Agfa alla Tipografia Vaticana

Stampare… con il cioccolato

Gli inchiostri alimentari non sono certo una novità: da anni li usano i pasticcieri con normali stampanti inkjet per personalizzare le immagini decorative delle torte stampate su fogli edibili per lo più fabbricati con amido di patate. Con lo stesso sistema il designer britannico Steve Lodge ha creato delle originali cartoline d’auguri molto ecologiche che, una volta ricevute si possono tranquillamente eliminare mangiandole. E lo chef Homaro Cantu, nel suo sofisticatissimo ristorante Moto a Chicago, sigla i suoi piatti (uno per tutti, “ink-jet sushi”) con un menu commestibile da spezzettare e intingere in un gazpacho. Ma all’università di Exeter sono andati decisamente oltre e, grazie alla collaborazione con la software house californiana Delcam, hanno messo a punto una stampante 3D che funziona… a cioccolato! Si tratta di un normale prototipatore, una stampante tridimensionale che procede depositando strati del materiale fino a ottenere la struttura richiesta, che deve tuttavia tenere conto di una difficoltà tecnica in più: mantenere cioè la temperatura del cioccolato e di conseguenza la sua fluidità costanti. Se troppo caldo, infatti, si scioglierebbe senza depositarsi, se troppo freddo, viceversa, si solidificherebbe all’interno delle testine. Grazie a questa macchina sarà possibile ottenere vere e proprie sculture di cioccolato personalizzate, per decorazioni davvero golose e di grande effetto. Altro che la vecchia scritta “auguri” fatta con la sac-à-poche!

Kindle Paperwhite: prime impressioni

Ho un Kindle Paperwhite da un paio di settimane e devo dire che le mie abitudini di lettore sono già cambiate. Per prima cosa leggo molto di più. Certo, sarà anche l’effetto novità di possedere un reader nuovo, ma è innegabile che il Kindle mi spinge a portarmelo dietro sempre e a leggere ogni volta che ne ho occasione. Pesa pochissimo, lo infili in tasca, la batteria dura tanto e puoi avere tutti i libri che stai leggendo contemporaneamente senza caricarti di carta. In più, a differenza dell’iPad, che ho e che ho spesso usato per leggere, il Kindle non distrae. Quando carichi un libro non hai scuse per andare in Internet, aprire qualche app, giocare, leggere la posta, sentire musica… leggi e basta.

In più la resa della carta è davvero ben fatta: non affatica la vista, non si hanno riflessi o problemi di luminosità (il mio è retro-illuminato). Insomma, manca solo il piacere dello sfogliare le pagine, con il caratteristico frush, e il profumo della carta, tanto rimpianto dai puristi del libro.

Quello che fa davvero la differenza rispetto a un libro è però la resa del testo, la composizione tipografica della pagina, il bilanciamento delle righe, l’equilibrio dei bianchi tipografici, la gestione sapiente dello spazio che c’è su una pagina di carta. Da un lato non è possibile sillabare (mandare a capo) le parole (se non con una patch dedicata a seguito del jailbreak del Kindle che però è illegale e non ancora aggiornata alla versione 5.3.3 del firmwire di Amazon) e questo crea delle righe formalmente brutte con buchi tra le parole e antiestetici bianchi tra le righe. Ma con l’evoluzione dei reader la situazione migliorerà sicuramente.

Dall’altro è chi legge che decide la veste tipografica della pagina sia per quanto riguarda la font, la sua dimensione, l’interlinea e la marginatura. Questo certamente consente massima libertà a chi legge e aiuta chi ha difetti di vista, ma sposta la responsabilità dell’estetica del testo dall’Editore al Lettore. E’ un cambio di prospettiva importante se si pensa al ruolo che nel passato hanno avuto i compositori, gli impaginatori e tutte quelle figure professionali legate non al contenuto del testo, ma alla sua forma.

Di più, in questo modo l’Editore abdica alla sua funzione di editare il testo, di trasformare il libro da oggetto di pura scrittura a prodotto visivo progettato, quanto meno nella sua componente grafica. L’Editore resta però indispensabile per la cura e la correzione del testo a maggior ragione nel momento in cui con i reader il paratesto viene meno.

Infine, il lettore si abitua velocemente a una pagina diversa da quella di un libro di carta. Devo ancora capire se questo, per l’esperienza di lettura, può fare la differenza. Ci si concentra sul testo e sul contento o una forma di pagina bella e bilanciata aiuta di più la lettura? Certamente appaga l’occhio, ma questo significa leggere meglio?

SpyderCube™: un cubo per il bilanciamento del bianco

La notizia non è nuovissima e il prodotto è sul mercato almeno dal 2009, ma io l’ho scoperto solo oggi e condivido con piacere. Si chiama SpyderCube™ ed è un “oggettino” creato da Datacolor nato per il bilanciamento del bianco nelle foto utile per fotografi professionisti, ma anche per amatori.

In pratica, durante un contest di fotografico si scatta la prima foto con SpyderCube in scena per avere modo di poter registrare i valori del bianco, grigio e nero e il limite di sovraesposizione. Nelle altre si scatta senza SpyderCube in campo ma in questo modo quando si elaborano le foto in Photoshop si hanno tutti i riferimenti corretti (vedi sopra).

Il cubo, fatto con resine particolarmente resistenti all’usura, ha facce bianche (per regolare le alte luci), il nero assoluto (per le ombre) e il grigio al 18% (per misurare la temperatura della luce e per i mezzitoni). Inoltre c’è una sfera di cromo per misurare le aree di sovraesposizione.

SpyderCube costa 47,60- euro

Spydercube

15 milioni di tablet per le scuole in Turchia

Mentre in Italia si continua a tagliare e si resta a guardare la crisi acuirsi senza pensare al futuro, in Turchia si fanno investimenti coraggiosi e si investe su cultura e digitale. Il progetto si chiama “Fatih”, partito con 3,3 miliardi di dollari e arrivato quest’anno a 4,5 miliardi, prevede di dotare tutte le classi di lavagne elettroniche collegate a Internet e tablet in sostituzione dei libri in modo da far sparire tutta la carta dalle scuole turche. Ovviamente Apple è interessata alla commessa (si tratta infatti di 15 milioni di tablet), ma i negoziati sembrano ancora in alto mare.

Sul tavolo infatti ci sarebbe anche la modifica della disposizione dei tasti della versione della tastiera turca “F-keyboard” attualmente in uso sui dispositivi iOS che avrebbe molte lettere al posto sbagliato, inoltre manca un Itunes turca.

L’esperienza turca ha suscitato un enorme interesse nei paesi vicini, tra cui il Libano; il ministro delle comunicazioni libanese, Nicolas Sahnawi, ha incontrato a Beirut il suo omologo turco Binali Yildirim in occasione di ArabNet Digital Summit, meeting in cui i Paesi Arabi fanno il punto sulle tematiche informatiche. Il ministro libanese è intenzionato a riprodurre nel suo paese l’esperienza del progetto “Fatih”, con l’aiuto della Turchia.

Che sia Apple o meno, poca importa: ciò che conta è la spinta verso il digitale e la voglia di guardare avanti verso il futuro. Unica ricetta valida per trovare una via di uscita da questa crisi.

Sito ufficiale del progetto: Fatih Program

News(paper) Revolution: da leggere. Assolutamente

Ho incontrato Umberto Lisiero a fine gennaio durante un Digital Bootcamp che ho frequentato presso la Digital Accademia di H-Farm a Roncade (TV). Era una sera fredda, eravamo intorno a un camino dopo un’intensa giornata di formazione. Non era facile alle 21.30 presentare il suo libro mentre tutti ci stavamo rilassando. Eppure lui con lucidità e la giusta concisione lo ha fatto. Pochi minuti, qualche cenno sul contenuto, una copia in regalo alla fine e la promessa di tutti di dargli un’occhiata. Ma “News papar Revolution” merita ben più di un’occhiata, merita un’attenta lettura, anzi uno studio sistematico di ogni capitolo. E’ difficile fare analisi esaustive si un fenomeno mentre questo è ancora in corso, tanto più se ci sei immerso dentro. Eppure Lisiero c’è riuscito. Non solo la storia del giornalismo online, l’analisi di come giornalista-editore e redazione sono e stanno ancora cambiando, ma soprattutto le caratteristiche dei quotidiani online e l’osservazione di fenomeni nuovi come public, personal e citizen journalism, ovvero quello che facciamo noi stessi con videofonino, blog e condivisione degli eventi cui partecipiamo sui social.

“News papar Revolution” è un libro da leggere con l’ipad in mano per i continui riferimenti a contenuti in Internet o per verificare istantaneamente e live quanto scritto. A dire la verità si sente la mancanza di una versione in formato elettronico con tutti gli iper-link e i contenuti multimediali collegati al testo. Oltre al fatto che la carta, per questo testo, rappresenta un vero limite, non fosse altro che per la necessità di essere costantemente aggiornato. Cosa che spero, l’autore continuerà a fare.

Solo una piccola nota di stile: a volte si sente che nasce da un lavoro accademico, ma la passione con la quale è scritto e l’attualità degli argomenti rendono sempre la lettura più che scorrevole.

Merito anche all’editore, Fausto Lupetti Editore, che ha dato alle stampe questo testo che  non mancherà di diventare un punto di riferimento. Ne sono sicuro.