Stampare… con il cioccolato

Gli inchiostri alimentari non sono certo una novità: da anni li usano i pasticcieri con normali stampanti inkjet per personalizzare le immagini decorative delle torte stampate su fogli edibili per lo più fabbricati con amido di patate. Con lo stesso sistema il designer britannico Steve Lodge ha creato delle originali cartoline d’auguri molto ecologiche che, una volta ricevute si possono tranquillamente eliminare mangiandole. E lo chef Homaro Cantu, nel suo sofisticatissimo ristorante Moto a Chicago, sigla i suoi piatti (uno per tutti, “ink-jet sushi”) con un menu commestibile da spezzettare e intingere in un gazpacho. Ma all’università di Exeter sono andati decisamente oltre e, grazie alla collaborazione con la software house californiana Delcam, hanno messo a punto una stampante 3D che funziona… a cioccolato! Si tratta di un normale prototipatore, una stampante tridimensionale che procede depositando strati del materiale fino a ottenere la struttura richiesta, che deve tuttavia tenere conto di una difficoltà tecnica in più: mantenere cioè la temperatura del cioccolato e di conseguenza la sua fluidità costanti. Se troppo caldo, infatti, si scioglierebbe senza depositarsi, se troppo freddo, viceversa, si solidificherebbe all’interno delle testine. Grazie a questa macchina sarà possibile ottenere vere e proprie sculture di cioccolato personalizzate, per decorazioni davvero golose e di grande effetto. Altro che la vecchia scritta “auguri” fatta con la sac-à-poche!

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