Il Manifesto. Errore in tipografia

20130627primapaginaA causa di un gua­sto tecnico alla Lito­sud, il 26 giugno in tutto il cen­tro-sud, tranne Roma, Il Manifesto è andato in edi­cola con pagine mischiate provenienti dell’edizione del giorno prima. 20.000 copie fallate e un danno che ha rovinato quasi metà della tiratura totale. Al di là dell’errore che, nonostante tutta la tecnologia che presidia ormai i workflow di produzione, può capitare (anche se una sfogliata delle prime copie con la ciano, sempre che si facciano ancora, poteva aiutare…), è interessante leggere l’articolo che spiega l’accaduto. Matteo Bartocci, autore del pezzo, ripercorre l’intero processo, dalla chiusura del numero in tipografia alla consegna in edicola, per ricordare al lettore che il quotidiano è un “pro­dotto indu­striale molto com­plesso. Forse l’oggetto indu­striale più com­plesso che esi­sta”.

Ps. per “farsi perdonare” Il Manifesto ha regalato l’intero numero in formato digitale. Una bella iniziativa che può far avvicinare i lettori tradizionali alle edizioni digitali.

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L’addio di A e Casaviva

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Lo zero nel centro di questa pagina è la fine del conto alla rovescia che ha portato “A”, il settimanale di Rcs, alla fine della sua lunga storia. Nata nel 1933 con il nome di “Lei”, diventata nel 1938 “Annabella”, poi “Anna” nel 1984, e, solo recentemente, “A” la testata con la fine di giugno 2013 cesserà le pubblicazioni perchè la raccolta pubblicitaria è ridotta ai minimi termini, i lettori pure e i soldi per un rilancio non ci sono. 

Stessa sorte per “Casaviva” di Mondadori che quest’anno festeggia i 40 anni. Eppure questa lunga tradizione e la specializzazione in un settore come il design e il mobile sempre affascinanti, non sono bastati a salvarla dalla chiusura. L’ultimo numero in edicola è composto da una manciata di pagine: nulla a che vedere con le mastodontiche uscite di qualche anno fa.

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Ho preso queste due testate, ma ce ne sono e ce ne saranno altre purtroppo, come esempio: Panorama Travel, Ville & Giardini e Men’s Health a Segrate e altre in Via Rizzoli E’ triste leggere gli editoriali di commiato dei Direttori che ringraziano i lettori, spiegano tra le righe le ragioni dell’Editore, danno appuntamento ad altre iniziative editoriali, mentre tutto il resto del giornale, cinicamente e ipocritamente, scorre come se nulla fosse. Pubblicità, articolo, pubblicità, servizio, dossier, pubblicità,… e addirittura la pagina degli abbonati: come se il moribondo prima di esalare l’ultimo respiro desse appuntamento per una festa il giorno dopo a chi è venuto al suo capezzale.

E’ triste sfogliare questi ultimi numeri. Sarò romantico, ma pagina dopo pagina ci sento il lavoro di chi, anno dopo anno, ha scritto, corretto, impaginato, montato, smontato, fotografato, fatto pellicole, pdf, lastre, ha stampato, confezionato, distribuito questi giornali. Chi ha fatto tardi in Redazione, in Fotolito, in Tipografia. Di chi ha proposto, discusso, riso, pianto. Di chi ha sfogliato, letto, ritagliato, conservato, sognato, progettato, ha passato il tempo su quelle pagine. Tutto questo se ne va con l’ultima quarta di copertina, con l’ultimo giro di rese, con ultimo macero di questi ultimi numeri.

Le Redazioni di disfano come tela lisa, i cd del vecchio archivio, che forse non si aprono più, si possono buttare, le copertine più belle appese si staccano, le pagine mastro possono essere cestinate. Qualche copia resterà ad impolverarsi nel centro documentazione o, come pdf, in qualche cartella sul server. E così quei colori sgargianti e allegri di “A” e di “Casaviva” stonano con la tristezza che queste ultime pagine portano con sé: non più un arrivederci al numero prossimo, solo un reciso, ma quasi, sussurrato addio.

Domino da Guinness… di libri

Il 31 maggio scorso 2 studenti di college in collaborazione con la Seattle Public Library per il lancio del programma culturale per l’Estate 2013 (Summer Reading Program: Expanding Your Horizons) hanno realizzato il più grande domino di libri al mondo. Il guinness dei primati è stato realizzato impilando uno dietro l’altro ben 2.131 libri e ha impegnato 27 volontari, sostenuti da 112 fette di pizza 🙂

Il video è assolutamente da vedere!

Un paio di note:

Da notare il sistema drop per il reso dei libri (min 0:16 del viedeo), le dimensioni fisiche della biblioteca che, si legge dal sito (www.spl.org), ha una collezione enorme di libri, ebook, audiobook, podcast, cd, dvd, magazine, documenti governativi e persino genaealogie, e i numerosi programmi culturali attivati in inglese, spagnolo, cinese, vietnamita, russo, somalo e etiope.

Ps. un grazie a Roberto per la segnalazione: trovi sempre delle chicche stupende!

X-rite, leader mondiale in scienza e tecnologia del colori e produttore di spettrofotometri, colorimetri, sistemi di prestampa e distributore dei prodotti Pantone, ha sul suo sito una divertente sezione (in inglese) chiamata “Online Color Challenge” per misurare la propria acuità visiva e la capacità di distinguere le tinte simili. Il gioco è semplice: ci sono 4 serie di 22 tacche di colore da mettere in ordine. Alla fine si ottiene la valutazione della propria acuità visiva. La prossima volta che andate a vedere un lavoro in tipografia, prima di discutere con il macchinista sulla resa del foglio, potete proporgli una sfida… 😉

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Questi i miei risultati:

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