Il fotoritocco prima di Photoshop

Pablo Inirio è lo storico “stampatore” dell’Agenzia Magnum e la sua conoscenza della fotografia è proverbiale. 20130915-212104.jpgDi recente mi sono imbattuto in questo post del blog The Literate Lens su arte, fotografia e letteratura in cui l’autore ricorda un incontro con Inirio in cui è emerso enorme lavoro di fotoritocco che si svolgeva, ben prima di Photoshop, tutto in camera oscura, dove si dice restasse chiuso anche per 90 ore settimanali. Le foto con i suoi appunti che si trovano in rete, tutte notissime, non mancano di sorprendere: riportano i tempi di esposizione e le note per enfatizzare o meno le zone della fotografia. A dimostrazione che arte e capolavori non nascono mai dall’improvvisazione, ma sempre da lavoro e professionalitá.

Come fare un QR

Per creare un QR non serve una grande tecnologia a e anche la rete può venirci in aiuto. Ad esempio il sito visualead.com censente di generare QR di un proprio indirizzo web (url) e di sovrapporlo o incorporarlo in un’immagine. Il tutto con pochi clic e in cambio dell’accesso alla propria pagina di Facebook. L’immagine ottenuta può essere scaricata in alta risoluzione e in cmyk e impaginata come qualsiasi altra.

Per InDesign esistono anche dei plugin intergrati, come MPS 2D Bar Code Module.

Mentre la nuova release (InDesign CC) gestisce nativamente questa funzionalità (Generatore di codici QR). Ma si può fare ancora di più nascondendo agli occhi il QR, letteralmente, senza codici a sporcare la pagina. In pratica, è possibile inserire all’interno di immagini dei tag che solo il software del device è in grado di rilevare attivando i contenuti multimediali. Tra i vari prodotti disponibili Moodstocks usato ad esempio dalla rivista francese Étapes.

 

QR per l’editoria: ovvero il digitale al servizio della carta

E-book, tablet, multimedialità hanno ormai fatto entrare anche un oggetto antico e per tanti già perfetto come il libro nella sua era 2.0. Il risultato è, come spesso accade, che il mondo degli amanti del libro si è spaccato in due: da un lato i nostalgici, i fanatici del rapporto fisico con le pagine, i romantici che senza il profumo della carta, il fruscio della carta, la ruvidezza della carta che mondo è; dall’altro gli ipertecnologici, futuristi a oltranza, cittadini della Matrix smaterializzata e del 2.0. chartE se gli opposti non fossero così opposti e potessero anzi essere ricomposti? Se fosse possibile salvare capra e cavoli, insomma, fisico e virtuale insieme, e non dover rinunciare né alla matericità del tanto amato oggetto libro, né ai sorprendenti effetti speciali che le tecnologie digitali possono offrirci? È proprio quello che sta succedendo in alcuni interessanti esperimenti dell’editoria libraria. La “magia” è possibile grazie a due sigle, QR e AR: si tratta di due tipologie di codici ormai largamente diffusi -poco in Italia per la verità- che consentono di implementare un oggetto stampato con contenuti virtuali quando vengono inquadrati con un dispositivo in grado di collegarsi a una rete: un computer con videocamera, ma anche un comune smartphone.QR funzionamento Continua a leggere

Francia: QR code dappertutto – parte 2

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Ecco un altro esempio di QR code trovato in Francia. Non si tratta di un iPhone sponsorizzato, come sembrerebbe dalla foto, ma un volantino pubblicitario dell’Ente del Turismo di Morlaix fustellato come un melafonino. Inquadrando il  QR si arriva al sito della città ricco di informazioni turistiche e non per un piacevole soggiorno nella cittadina bretone. Un’idea semplice ma efficace. La forma del volantino attira, ha una dimensione ridotta e il fatto di richiamare i contenuti online lo rende anche ecologico e sempre aggiornato. Dal sito si raggiunge anche una serie di gallery di Flickr per scoprire la città e sui dintorni. Non manca neanche l’impronta social di Facebook, come si vede dal retro.

Francia: QR code dappertutto – parte 1

In Francia quest’estate sono rimasto colpito dalla diffusione dei QR code. Mentre l’Italia ne sta un po’ snobbando le potenzialità, la Francia li sta usando per qualsiasi cosa, dal packaging del cibo alla cartellonistica stadale, dalle info alle fermate del bus ai percorsi tematici in città o nei musei.

La realtà autentata in questo modo è possibile e le informazioni accessorie sono a portata di mano. Un esempio virtuoso è questo trovato per la strada a Josselin in Bretagna dove esiste un bellissimo castello, questo a fianco.

In una strada del centro ho trovato il cartello qui sotto a protezione di un cantiere di ristrutturazione di una storica casa della città, la Maison des Porches del 1443. Come si legge il cantiere in questa fase dei lavori è vietato al pubblico per motivi di sicurezza ma è possibile vedere l’avanzamento dei lavori e il progetto inquadrando con lo smartphone il QR.

Ottimo esempio di realtà aumentata e di trasparenza dell’Amministrazione Pubblica lontana anni luce da quello che accadrebbe qui in Italia, in cui si aprirebbe il cantiere (forse), si chiuderebbe tutto per anni tra appalti e subappalti e, in ritardo sulla data di chiusura lavori e con i costi lievitati, forse si riavrebbe il monumento restituito alla collettività. Ovviamente a pagamento. Riporto qui a sinistra il QR e sotto il cartello a Josselin.

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Cosa si vede cliccando sul QR sulla facciata della casa?

Topolino chiude in Grecia!

Se in Grecia avessero letto Topolino… da Pensieri fuoricorso.

Ho fatto un salto sulla sedia e mi sono rattristato. Topolino in Grecia chiude. La notizia è del 4 settembre, ma l’ho scoperto solo ora grazie all’ottimo post di Anna. Per un istante ho temuto che fosse l’edizione italiana (il cui appeal è francamente scarso) che ha festeggiato da poco il numero 3000, ma poco cambia che sia quella dei cugini greci. Lo sapppiamo, la crisi miete quotidianamente vittime e l’editoria ne subisce l’onda lunga a discapito delle “foglioline verdi” di una tiepida ripresa che qualcuno favoleggia, qui come altrove.

Invito a leggere il post e a concentrarsi sulla decisione di un Topolino del 1937 di cui racconta Anna, al di là degli apparenti echi pacifisti. Classe dirigente e apparati di stato parassitari datevi da fare!

Arte con i libri

Ora che il libro, con l’inesorabile affermazione del digitale, va sempre più scindendosi nelle sue componenti basiche di contenuto e forma, c’è chi ne usa le vestigia fisiche -analogiche, verrebbe da dire- per fare arte.

Art Made from Books: Altered, Sculpted, Carved, Transformed Già in passato ho pubblicato foto di creazioni fatte con libri di carta opportunamente trasformati in sculture, oggi volevo segnalare il volume Art Made From Books che raccoglie i lavori di 27 artisti che hanno, come recita il sottotitolo, alterato, scolpito, intagliato e trasformato dei libri.

Le opere sono straordinarie e mai viene in mente che quei libri così trasformati non saranno più leggibili. L’arte trascende l’operazione di distruzione o decostruzione del libro. Per gli amanti del come è fatto nella prima parte si racconata anche un po’ di dietro le quinte tra forbici, colla, cutter, frese e piegacarte. Il volume è in vendita su Amazon a 17,76 USD.

L’arte di scolpire libri comunque è diffusa e una piccola ricerca in internet svela veri e propri capolavori. Riporto solo un paio di esempi dal sito thisiscolossal.com il resto è sul sito.

Guy Laramee

Bronia Sawyer