QR per l’editoria: ovvero il digitale al servizio della carta

E-book, tablet, multimedialità hanno ormai fatto entrare anche un oggetto antico e per tanti già perfetto come il libro nella sua era 2.0. Il risultato è, come spesso accade, che il mondo degli amanti del libro si è spaccato in due: da un lato i nostalgici, i fanatici del rapporto fisico con le pagine, i romantici che senza il profumo della carta, il fruscio della carta, la ruvidezza della carta che mondo è; dall’altro gli ipertecnologici, futuristi a oltranza, cittadini della Matrix smaterializzata e del 2.0. chartE se gli opposti non fossero così opposti e potessero anzi essere ricomposti? Se fosse possibile salvare capra e cavoli, insomma, fisico e virtuale insieme, e non dover rinunciare né alla matericità del tanto amato oggetto libro, né ai sorprendenti effetti speciali che le tecnologie digitali possono offrirci? È proprio quello che sta succedendo in alcuni interessanti esperimenti dell’editoria libraria. La “magia” è possibile grazie a due sigle, QR e AR: si tratta di due tipologie di codici ormai largamente diffusi -poco in Italia per la verità- che consentono di implementare un oggetto stampato con contenuti virtuali quando vengono inquadrati con un dispositivo in grado di collegarsi a una rete: un computer con videocamera, ma anche un comune smartphone.QR funzionamento

Abbiamo visto i QR usati su molti oggetti: dai cartelloni pubblicitari, dove rimandano al sito del marchio, alla carta che avvolge gli hamburger di una nota catena di fast food, dove indicano le calorie contenute nel panino, alle etichette dell’abbigliamento, dove consentono di memorizzare sul cellulare modello, taglia e colore per un acquisto futuro. Si tratta di semplici codici a barre bidimensionali, che contengono quindi molte più informazioni rispetto a un normale codice monodimensionale, e una volta inquadrati con un device collegato a Internet, rimandano alle informazioni online complete. Contengono tanti dati che qualcuno, e in particolare l’americano Mike Lacher, ha pensato di racchiudervi una dozzina di classici della letteratura, dall’Ulisse a Moby Dick fino alla Divina Commedia (in traduzione inglese), tutti disponibili sul suo sito Books2barcodes. Ogni codice contiene all’incirca 800 caratteri, e ce ne vogliono parecchi per leggere un libro: per Guerra e Pace, ad esempio, ne servono 4.106!

L’applicazione di Lacher – ed è lui stesso ad ammetterlo –, per quanto interessante come curiosità e come nuova potenzialità del QR, è abbastanza inutile sul piano pratico, ma c’è chi è riuscito a integrare questa tecnologia con i libri di carta in maniera intelligente, ovvero il colosso editoriale Simon & Schuster che dall’autunno 2012 stampa sulla quarta di copertina delle proprie pubblicazioni non solo il consueto codice a barre corrispondente all’ISBN del libro, ma anche un QR che rinvia alla pagina dell’autore sul sito dell’editore, consente di conoscere la sua back list, di iscriversi alle newsletter, vedere video con book trailer o interviste etc. qr su quartaPer un’azienda come Simon & Schuster, le cui vendite derivano per oltre un quarto dal settore digitale, è un bell’esempio di sinergia carta/digitale, che con un investimento ridottissimo consente di implementare gli accessi al sito e di monitorarli con grande precisione, per poter così avere dati esatti sull’interesse suscitato da ciascun titolo.

Molto più spettacolare l’utilizzo del QR che è stato fatto invece da Ubimark, che ha pubblicato un’edizione del Giro del mondo in 80 giorni, celeberrimo capolavoro di Jules Verne, arricchita con i codici bidimensionali. Inquadrati con uno smartphone o un computer, generano tutta una serie di sorprendenti contenuti digitali: si può discutere online del libro, dei personaggi, dell’autore con altri lettori; si possono vedere le mappe interattive del percorso di Phileas Fogg attorno al globo; e ogni capitolo contiene un link alla sua versione audio e video, scaricabile sul proprio device o ascoltabile e guardabile in streaming. Così che si può continuare a “leggere” Il giro del mondo in 80 giorni anche se si è costretti a lasciare il libro, magari durante un tragitto in auto o in treno.

Simili sono le possibilità offerte dalla realtà aumentata, che come i QR consiste in un segno grafico stampato sulla pagina e riconosciuto da un apposito software: è il marker che, mostrato alla videocamera di un telefonino di ultima generazione o a un computer dotato di webcam e collegamento a Internet, attiva un flusso video che si sovrappone a quanto inquadrato restituendo contenuti extra, dalla semplice didascalia a una più complessa e sorprendente animazione 3D. realtà aumentat 1Oltre all’utilizzo pubblicitario e nei videogames, i codici di AR (Augmented Reality) sono stati utilizzati per animare soprattutto libri per bambini, ma sono molto utili anche a livello didattico: per esempio possono mostrare l’animazione del moto dei pianeti creando nel lettore l’illusione di trovarsi nel cosmo, e aiutandolo a comprendere i meccanismo della gravità in maniera più immediata di tante parole e formule. Ma non è tutto qui: altri utilizzi editoriali sono nel campo del turismo e dei ricettari. Nel primo caso, sfruttando anche la geolocalizzazione di strumenti come l’iPhone, possono fornirci informazioni aggiornate su orari dei musei, indirizzi di ristoranti, o notizie storico-artistiche sui monumenti del luogo in cui ci troviamo; nel secondo possono attivare filmati esplicativi in cui le preparazioni siano filmate e non semplicemente descritte. Così che “sfilettare il branzino” o “mondare i carciofi” non rappresentino più delle sfide contro l’ignoto. Non siamo ancora al Ponte Ologrammi delle astronavi di Star Trek, ma certo le biblioteche del futuro – un futuro molto vicino – gli assomiglieranno parecchio. E senza necessariamente rinunciare al “profumo di carta”.

libro cucina

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