Carta vs digitale: questione di equilibri

I profeti della vincita del digitale sulla carta, autori delle laudi funebri di stampa e inchiostro, già da tempo hanno dovuto ricredersi. La carta è dura a morire, anzi non morirà mai. Chi scrive ne è fermamente convinto. Non morirà nel senso che arriveremo semplicemente a nuovi equilibri. Per certe cose il digitale è sempre più indispensabile, per altri lo è la carta. Il difficile è dare la spinta decisiva al digitale perché, tra le altre cose, il costo dei device, a mio giudizio, resta il punto focale. I giovani sono attratti per natura dalle novità, chi lavora è portato ad aggiornarsi naturalmente, il problema è aggredire la massa critica degli over 50, che del digitale non ne sentono un bisogno così spinto. Forse avvicinarli buttandoceli dentro è l’unico modo. Basta che non gli regaliate Windows, che per iniziare da zero non è proprio il massimo (ma questa è un’altra storia).

La cronaca di questi giorni ci regala due episodi che fanno riflettere sull’equilibrio carta/digitale.

1) 14,2 milioni di dollari per un libro stampato nel 1614 negli Stati Uniti e andato all’asta da Sotheby’s a New York. Si tratta di una della 11 copie superstiti del Bay Psal Book, un libro dei salmi.Tirato inizialmente in 1.700 copie a Cambridge in Massachusetts, il libro nacque dall’esigenza dei primi primi pellegrini  che volevano diffondere i principi della religione traducendo fedelmente in inglese i salmi ebraici.

2) Newsweek torna a stampare la versione cartacea del noto settimanale. “Risparmieremo 40 milioni di dollari all’anno” aveva detto un anno fa il Direttore, annunciando la fine dell’edizione stampata del prestigioso settimanale che avrebbe proseguito le pubblicazioni solo in versione digitale. Rifatti i conti, ci si è resi conto che i ricavi dalla versione digitale non sono sufficienti a coprire i costi di una struttura che vuole puntare  sulla qualità dei contenuti. Quindi si riparte con la versione cartacea, tirata in 100 mila copie, e una nuova  struttura editoriale con 20 redattori assunti in più.Una strada, quella di ritornare alla versione su carta, che i due editori licenziatari della testata Newsweek per i mercati dell’Europa, Africa e Asia avevano già deciso. Emblematica: Surviving Exctinction (Sopravvivere all’estinzione) era il titolo con il quale la versione stampata si rivolgeva a quella digitale.

Il libro di carta resta un oggetto appetibile, prezioso, da tenere. E anche un settimanale che  ha tentato la via del digitale spinto, a causa dei ricavi più bassi, ha dovuto, in assenza di un ampliamento dei lettori tale da pareggiare la circolazione cartacea e i ricavi che ne derivano, fare marcia indietro. Insomma, i due medium, carta e digitale, solo sono vincenti.

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Un pensiero su “Carta vs digitale: questione di equilibri

  1. Come riportato dall’articolo, anche a mio parere il digitale, per certe cose, è sempre più indispensabile e offre alcune possibilità uniche, che rendono la carta soprattutto negli uffici, uno “strumento obsoleto”. Basti pensare ai numerosi vantaggi che ci forniscono le moderne tecnologie come la possibilità di condivisione o di modifica dei documenti, la capacità di creare un prodotto multimediale nonché la possibilità di archiviare su database grosse quantità di documenti.
    Dall’altra parte però, anche la carta possiede alcune caratteristiche che il digitale difficilmente riuscirà a eguagliare, come la comodità di poter eseguire annotazioni, un migliore rendimento nella lettura (anche se i tablet hanno rivoluzionato questo concetto) e la possibilità di mantenere una maggiore concentrazione.
    Per quanto sarebbe bello pensare a un ufficio senza carta, questa rimane ancora un bene a cui non possiamo e sappiamo rinunciare. Come ha messo in luce in una sua recente intervista Ursula Burns, CEO di Xerox, “se è vero che il valore della carta stampata è cambiato, non è calato tanto quanto si pensi. Negli uffici si stampano ancora molti documenti, etichette e persino brevi email. E quando ci arriva in casa il pacco di un prodotto comprato online, sopra c’è un’etichetta stampata”.
    La carta dunque continuerà ad accompagnarci nei tempi a venire, sia in ufficio sia a casa, perché, e non potrei essere più d’accordo con l’autore dell’articolo: il piacere di leggere un libro sfogliando le sue pagine cartacee resta ancora un’esperienza ineguagliabile.

    **Intervista a Ursula Burns riportata da CorrierEconomia a Marzo.

    Julia Cozzi
    Xerox Spa – Europe Country Marketing Manager – Corporate Marketing & Communications Europe

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