La rivista Abitare sospesa da Rcs

E un altro pezzo di editoria storica se ne va, o meglio migra verso il solo web. In edicola dal 1961 Abitare era punto di riferimento per addetti ai lavori e semplici amanti di arredamento e del pianeta Casa, molto amata e lette anche negli Stati Uniti. Mesi fa anche Casaviva di Mondadori aveva subito la stessa sorte. A poche settimane dal Salone del Mobile poco resta nel panorama editoriale italiano di riviste di arredamento. In Rcs, come prima in Mondadori, avranno fatto i loro conti, non dubito. Efficienza e saving sono le parole d’ordine di questa operazione; tutto migra in internet, ma quando approda lì perde di botto di redditività. In rete tutto è gratis, o quasi, e far pagare contenuti o spingere a investire in pubblicità sembra sempre più difficile. In pratica, salvo rare eccezioni, ciò che dalla carta approda alla sola rete, finisce, come una balena spiaggiata, in attesa della morte. I casi sono due: o veramente una rivista di arredamento non serve più, cartacea o digitale che sia, o forse ne serve una diversa e il solo cambio di medium, la rete in questo caso, non cambia il problema dei contenuti.

Ricami CMYK

Basandosi sulla sua esperienza da graphic designer, la creativa Evelin Kasikov ha creato a punto croce opere che simulano i retini di stampa utilizzando fili di cotone dei colori di quadricromia ciano, magenta, giallo e nero. Le opere CMYK embroidery non sono altro che mezzetinte, generate scomponendo un’immagine nei 4 colori di stampa secondo le inclinazioni tradizionali di retino (ciano 105°, magenta 75°, giallo 90° e nero 45°). Ogni punto di colore è trasformato in un punto croce, stampato su carta e poi segnato per il ricamo: come in stampa l’intensità del colore dipende dal numero di fili utilizzati su ogni punto. Il risultato finale è una pagina stampata… a mano.

Il libro futurista di Depero

123 schede, compresi i fogli di guardia, le veline trasparenti e un sestino, come interni e una copertina costituita da due piatti di cartone spesso cordonata al rovescio, l’anteriore stampato in nero e argento, il posteriore senza stampa, costituiscono questo libro, vera e propria opera d’arte dell’artista futurista Fortunato Depero. Ma a rendere davvero interessante questo volume ad albo è la legatura effettuata con 2 grossi bulloni fissati sul piatto da copiglie, non a caso chiamato “Imbullonato”, realizzata dalla casa Editrice Dinamo nel 1927. Il libro è una sorta di summa del futurismo tipografico deperiamo ed è forse il primo esempi di libro oggetto (Baroni, Vitta. Storia del design grafico. Milano, 2003). Una copia è visibile nella casa museo Depero di Rovereto.

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Il progetto iniziale prevdeva una tiratura di 2000 copie, ma ne furono realizzate molte meno per gli altissimi costi di produzione. La parte che richiese a Depero il maggior impegno fu la copertina, dove l’editore pretendeva che il peso del testo “Dinamo Azari” fosse uguale a quello del titolo “Depero futurista”. I bulloni, nell’idea di Depero dovevano rendere l’idea di un libro macchina e suggerire al lettore un possibile riassemblaggio. I bulloni, infine, progettati prima in legno, per le edizioni cartonate, e in alluminio solo per quelle con la copertina in acciaio, furono infine realizzati tutti in alluminio. Del volume fu fatta un’edizione speciale con copertina metallica, destinata a importanti personalità tra cui Marinetti e Mussolini.

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