Il Corriere diventa tabloid

“Abbiamo deciso di cambiare il formato del Corriere della Sera, passando da quello attuale a un più piccolo tabloid: un formato più pratico e più facile da leggere. Inoltre abbiamo scelto lo stesso formato che stiamo usando per la Gazzetta dello Sport. Questo ci permetterà di beneficiare di una forte flessibilità nell’attività di stampa e di ottenere importanti risparmi nei costi per la stampa e per la carta”, così il direttore generale media di Rcs, Alessandro Bompieri all’investor day tenutosi mercoledì 14 marzo. In questo modo il formato del quotidiano dopo l’estate sarà più piccolo e uguale a quello della Gazzetta dello Sport. Al di là di svecchiamenti e di annunci di rendere l’edizione cartacea più snella, lo scopo è dichiarato: risparmio di carta e stampa non solo per l’ottimizzazione del formato, ma anche per la sinergia che si apre con la Stampa di Torino.

Dopo i tagli vengano però i contenuti e che siano di qualità. Ma come fare ricavi? Carta e digitale man mano che passa il tempo trovano nuovi equilibri. Il digitale è destinato a crescere e la carta a diminuire: la carta si vende mentre il digitale è gratis e le uniche entrate vengono quasi solo dalla pubblicità. Il problema è: il progetto paywall (pagare per vedere i contenuti digitali) riuscirà a superare la prova di una rete gratuita? Per un sito che mette a pagamento i suoi contenuti ce ne sono mille che hanno li stessi contenuti gratis. I contenuti del Corriere sono i fatti che accadono nel mondo quotidianamente e non sono, per definizione, esclusivi della testata. Se me li metti a pagamento, li trovo altrove. Basterà l’autorevolezza della testata, il valore delle firme e la varietà e la qualità dei contenuti quando viene sempre più meno il tempo di leggere e la propensione all’approfondimento? Oggi l’atteggiamento più diffuso è il mordi e fuggi su piccoli scoop o la replica virale in un tam tam senza fine di tormentoni. I signori di Via Solferino hanno il difficile compito di coniugare il lettore tradizionale che ama la carta e le nuove generazioni digitalizzate, il fare informazione e il fare ricavi, attirare lettori e attirare investitori pubblicitari partendo da un modo di fare business e informazione che fatica a lanciarsi verso il futuro. E il presente non agevola il compito.

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