Stampare con l’acqua

Tutto è iniziato nel lontano 1974 con un phon e una banale influenza che affliggeva un ingegnere dell’azienda chimica giapponese Taica (che produce tra l’altro il gel delle suole delle Asics), da tempo al lavoro per cercare un modo di decorare la superficie 3d di un asciugacapelli per un cliente. Durante una notte, al buio, mentre stava per prendere una medicina per abbassare la febbre, a quell’ingegnere cadde la capsula nell’acqua. Così, cercando di ripescarla dal bicchiere, si trovò il dito avvolto in maniera estremamente precisa dalla piccola capsula gelatinosa, in pratica “stampato”. Non sappiamo se la medicina sia stata efficace per far passare velocemente l’influenza, ma certo l’ingegnere aveva risolto il suo problema professionale. Era nata, cioè, la stampa con trasferimento ad acqua o stampa idrografica, in inglese cubic printing®: la tecnica che consente di riprodurre un qualsiasi grafismo su oggetti tridimensionali anche molto complessi sfruttando la tensione superficiale dell’acqua.

QueDSC_0279 Kopie1sto tipo di stampa oggi è molto apprezzato nel car tuning per decorare e personalizzare parti di automobili o moto, come caschi, parti di motore, di carrozzeria e crusccotti, e nell’interior design. La tecnica è semplice e i risultati sono davvero sorprendenti sia in termini di qualità che di riproduzione e imitazione di texture di materiali come legno, fibre di carbonio, camouflage mimetici e pelli. Il cubic printing® si pone come valido sostitutivo, per giunta più economico, ma non per questo meno qualitativo, della verniciatura a spruzzo o della decorazione all’aerografo con il vantaggio dell’applicazione in serie e in unico passaggio.

Hydrographics-1Ma come funziona? Per prima cosa occorre preparare l’oggetto sul quale “stampare” applicando un primer per un buon aggrappo. Successivamente, in una vasca piena di semplice acqua a 12-20°C, si stende il film in PVA da applicare sul quale viene nebulizzato un attivatore. A questo punto il pezzo viene immerso lentamente nell’acqua, con un’inclinazione dai 30 ai 45°, utilizzando un movimento progressivo in avanti. In questa fase la perizia e l’esperienza dell’operatore sono fondamentali. La pressione dell’acqua farà aderire naturalmente il film a ogni parte dell’oggetto. Si lava via quindi il film in eccesso, si lascia asciugare e si procede con l’applicazione di una vernice trasparente di protezione. Il film, in alcol polivinilico idrosolubile, è stampato precedentemente e per sua natura galleggia sulla superficie dell’acqua.

hydrographics-2Il trasferimento avviene sfruttando la pressione dell’acqua stessa sull’oggetto immerso, mentre il solvente ha la funzione di sciogliere la trama del film riattivando l’inchiostro. I risultati migliori si ottengono con texture o pattern, ma nulla vieta di realizzare disegni personalizzati. Bisogna solo avere ancora più attenzione nella fase di immersione manuale dell’oggetto. I materiali che possono essere stampati sono i più vari: dalle resine alle materie plastiche, dai metalli al legno alla ceramica. Come funziona il cubic printing® si può vedere da un video spagnola HGarts:

Corriere formato tabloid

Pagine estratte senza titolo310 x 450 mm sono le nuove misure del Corriere della Sera che da oggi debutta in edicola nel nuovo formato tabloid abbandonando il vecchio broadsheet. Con queste dimensioni il giornale appare certamente più maneggevole, ma disorienta un po’ il lettore abituato a fogli un po’ più grandi. Piccoli ritocchi anche di grafica qua e là: filetti tripli sopra i titoli, qualche spazio bianco in più, in generale una pagina più ariosa, il logo che diventa più simile a quello del sito. L’impressione, ma è solo un impressione, che ci siano un po’ meno contenuti o, per dirla con Beppe Severgnini, che sia più chiaro. Al di là dei contenuti, da un punto di vista estetico nulla di nuovo. A parte la Gazzetta che è tabloid dal 2008 e La Repubblica, ora passata al berlinese (470 mm × 315 mm), erano partiti qualche anno prima Independent e Times, seguiti poi da Die Welt. La scelta all’estero sembra abbia pagato, infatti come ha dichiarato Giancarlo Salemi, docente di Storia del giornalismo europeo presso la Lumsa di Roma e autore del volume L’Europa di carta: “Il bicentenario Times con la nuova formula é passato dalle 500mila copia a quasi 800mila, riconquistando una ampia fascia di lettori, e, soprattutto senza perdere i vecchi acquirenti. La compact quality, accompagnata dal full color, rende il giornale più moderno, con articoli e analisi più brevi, aumenta anche la foliazione del prodotto e, soprattutto, riconquista la fascia dei lettori giovani, tra i 20 e 35 anni, che solitamente non acquistano quotidiani perché hanno come prima fonte informativa quella televisiva  o quella legata a internet e social network”. Insomma, si rompe il taboo del broadsheet come sinonimo di giornalismo di qualità. Come se la qualità risiedesse nella forma e non nei contenuti…

MimesiTemp_Pagina_2Alessandro Bompieri, direttore della Divisione Media di RCS, nel presentare il giornale oggi, ha dichiarato: “Ci sono più notizie dall’internazionale, più commenti e opinioni, più approfondimenti ma senza mai dare per scontato che il lettore sia a conoscenza della notizia

Infine, da segnalare un piccolo scivolone per la campagna che accompagna l’iniziativa che come ha scritto oggi Il Tempo è la stessa usata da loro nel 2007: Si può cambiare e rimanere se stessi del Corsera vs E’ bello cambiare rimanendo se stessi de Il Tempo. Insomma lo stesso claim. O forse, una sfortunata coincidenza marketing per un assonanza non voluta.