Addio a Alberto Sironi

Leggo da una mail arrivata qualche minuto fa che è morto Alberto Sironi, uno dei massimi esperti italiani di stampa, dei processi di produzione e di certificazione, ispiratore e Former President di TAGA Italia. Sapevo che da qualche mese era malato e che ultimamente si era aggravato ma la morte, quando guinge, lascia sempre sorpresi.

Personalmente, in qualità di collaboratore di Print Buyer, di cui era membro del Comitato di Redazione, e de Il Poligrafico ho avuto il privilegio di confrontarmi più volte con lui. Ho più volte sottoposto i mei pezzi alle sue revisioni tecniche e ho sempre imparto molto dai suoi scritti. Ho anche avuto il privilegio, all’ultima Drupa, di visitare gli stand dei più importanti produttori di macchine al suo fianco. Alberto, tra le altre cose, è stato Presidente di TAGA Italia dal 2000 al 2007, nonchè autore di moltissimi documenti tecnici che rappresentano un prezioso patrimonio per il mondo delle arti grafiche. Ha sempre messo a disposizione di tutti le sue infinite conoscenze. Credo che tutto il mondo delle arti grafiche debba moltissimo al suo lavoro di teorico, di studioso della stampa e del colore, e di attento divulgatore.

Ciao Alberto. E grazie

Annunci

Più lettori, ma meno tempo. Il paradosso dell’informazione

La Stampa – Più lettori ma meno tempo. Il paradosso dell’informazione.

Qui sopra il link all’interessante articolo di Marco Bardazzi de La Stampa, che riprende le tante indicazioni sul futuro dei quotidiani che arrivano dal rapporto annuale “World Press Trends”. Il rapporto sulle tendenze dell’editoria è stato presentato a Bangkok ai 1500 Editori e Direttori che hanno partecipato al 65° Congresso mondiale dei quotidiani, l’appuntamento con il quale ogni anno l’organizzazione internazionale degli editori, nell’ambito di Wan-Ifra, fa il punto sullo stato di salute di un settore che a livello globale vale oltre 200 miliardi di dollari.

Cito le parti più significative e che fanno riflettere:

“Ai siti di informazione è dedicato l’1,3% della permanenza in rete, mentre solo lo 0,9% delle pagine viste a livello globale si trovano su giornali online”

“I «paywall», a cui ricorrono ormai quasi metà degli editori nordamericani con modelli diversi, hanno fatto calare il traffico su siti come quello del canadese «Globe and Mail»”.

Qui il link all’intero rapporto