Come una bassa diventa un’alta risoluzione

Molto spesso i grafici si trovano ad elaborare immagini a bassa risoluzione che devono essere stampate in dimensioni più grandi o in alta qualità. È l’annoso tema delle “basse”; l’eterna lotta tra chi vuole che sia usata proprio quella foto -magari piccolissima e presa da Internet- e il grafico che la deve impaginare.

Se l’originale ha una risoluzione ad esempio di 72 dpi e dobbiamo interpolarlo per stamparlo in modo accettabile ovviamente l’immagine si ridurrà notevolmente per dimensioni. Ma se conosciamo la lineatura di stampa con cui verrà stampato potremmo usare un piccolo trucchetto.

Schermata 2014-12-26 alle 09.55.54

Aprendo l’immagine in Photoshop CC, impostando in Dimensione Immagine l’opzione Adatta a/Risoluzione automatica… e inserendo il numero di linee del retino di stampa (ed es. 60 linee) si aumenteranno le dimensioni dell’immagine e la risoluzione. Ovviamente non si ottengono miracoli né si fa di una bassa un’alta, ma la qualità migliorerà sicuramente.

Schermata 2014-12-26 alle 10.00.13

Righe orfane e vedove

Avendo a che fare quotidianamente con i libri e con chi li fa, li impagina e li edita, sento continuamente nominare “vedove” e “orfane”, nel senso delle righe. Ovvio. Se ne parla genericamente, si usa un termine per l’altro e forse si fa un po’ di confusione. Ho pensato per questo di ricordarlo -e ricordarmelo- una volta per tutte.

 

  • Una riga VEDOVA è l’ultima riga di un paragrafo che va a capo alla pagina (o alla colonna) seguente.

  • Una riga ORFANA, invece, è la prima riga di un paragrafo che si trova alla fine di una pagina (o di una colonna).

In entrambi i casi le righe orfane e vedove sono isolate e il lettore si trova di fronte a dover “inseguire” il testo nella pagina successiva, a volte dovendo addirittura voltare pagina.

Gli inglesi dicono: An orphan is alone from the beginning; a widow is alone at the end