Playboy e il jpeg

Playboy, novembre 1972

Il numero più venduto dell’intera serie mondiale di Playboy fu quello del novembre 1972 dell’edizione USA, con 7.161.561 copie vendute. La copertina fu realizzata da Jack Niland. Una porzione del paginone centrale di questo numero (dedicato alla playmate Lena Sjööblom) divenne un’immagine standard per il collaudo degli algoritmi di elaborazione digitale delle immagini; l’immagine è nota nel settore col nomignolo di Lenna (o Lena).[2]

Nei primi anni 1970 alcuni ingegneri del dipartimento di elaborazione segnali e immagini dell’University of Southern California svilupparono uno scanner per le loro ricerche nel campo dell’elaborazione delle immagini, che successivamente condusse agli standard JPEG e MPEG. Le ricerche erano finanziate dal Pentagono nell’ambito del progetto ARPANET.

Per “sfida” interna tra le varie immagini campione fu usata l’immagine di una playmate della pagina centrale della rivista Playboy. Avendo bisogno di un’immagine con un viso umano, presero la parte superiore della immagine della pagina e iniziarono a sperimentarla sullo scanner. L’immagine doveva essere di 512×512 pixel, ed avendo lo scanner una precisione di 100 dpi effettuarono la scansione su un quadrato di 5.12 pollici. La modella ritratta era Lenna Sjööblom, una ragazza svedese che lavorava a Chicago nel 1972 e che era diventata coniglietta di Playboy nel novembre dello stesso anno. Solo diversi anni dopo scoprì che la sua immagine della pagina centrale era diventata una sorta di “cavia da laboratorio” per gli ingegneri di mezzo mondo. Fino al 1991 il SIPI distribuì l’immagine di Lena facendosi corrispondere una commissione di utilizzo, in tutto il mondo. La modella fu estremamente colpita e felice di vedere la propria immagine su giornali e libri.

Playboy non era a conoscenza di quest’uso fino a quando la rivista Optical Engineering mise la foto di Lena sulla copertina dell’edizione di giugno 1991. A seguito di tale pubblicazione Playboy, che deteneva i diritti dell’immagine, scrisse all’editore chiedendo chiarimenti. Fu raggiunto un accordo, che permise all’immagine, ormai divenuta standard di fatto, di entrare nella leggenda.

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