Più lettori, ma meno tempo. Il paradosso dell’informazione

La Stampa – Più lettori ma meno tempo. Il paradosso dell’informazione.

Qui sopra il link all’interessante articolo di Marco Bardazzi de La Stampa, che riprende le tante indicazioni sul futuro dei quotidiani che arrivano dal rapporto annuale “World Press Trends”. Il rapporto sulle tendenze dell’editoria è stato presentato a Bangkok ai 1500 Editori e Direttori che hanno partecipato al 65° Congresso mondiale dei quotidiani, l’appuntamento con il quale ogni anno l’organizzazione internazionale degli editori, nell’ambito di Wan-Ifra, fa il punto sullo stato di salute di un settore che a livello globale vale oltre 200 miliardi di dollari.

Cito le parti più significative e che fanno riflettere:

“Ai siti di informazione è dedicato l’1,3% della permanenza in rete, mentre solo lo 0,9% delle pagine viste a livello globale si trovano su giornali online”

“I «paywall», a cui ricorrono ormai quasi metà degli editori nordamericani con modelli diversi, hanno fatto calare il traffico su siti come quello del canadese «Globe and Mail»”.

Qui il link all’intero rapporto

Tirature… digitali

coverEcco un bell’esempio di contraddizione in termini e di quanta confusione (per non dir peggio) aleggi attorno al mondo del libro digitale. Pagina 74 del numero 16 del settimanale Sette del Corriere della Sera. Nell’articolo “La forza di un italiano non convenzionale”, a firma di Roberta Scorranese, in cui si racconta dell’incontro tra Andrea De Carlo e Nikola Savic, il riccioluto vincitore del talent per scrittori Masterpiece, si legge:

Il suo romanzo Vita Migliore esce il 16 aprile per Bompiani in coedizione con Rai Eri. Tiratura: 100 copie, tra quelle di carta (da vendere anche in edicola con il Corriere della Sera) e quelle digitali. Come facilmente intuibile la sfida comincia adesso“.

Volendo scherzare ci sarebbe da chiedersi di queste 100 mila copie quante saranno cartacee e quante digitali? Forse che arrivati a un certo tot di download sui vari store  di ebook il titolo diventerà non più acquistabile? Forse, più banalmente, i casi sono due:  svista o il non aver ancora capito che nel mondo del libro digitale non si ha il tirato, ma solo il venduto (se c’è). Nel caso di svista, nessun problema, i lettori sapranno perdonare. Nell’altro caso, valga questa semplice e banale spiegazione: l’Editore stamperà 100 copie di carta che seguiranno l’iter produttivo tradizionale e produrrà 1 e un solo file digitale declinato nei vari formati disponibili per i vari device (epub, mobi, …). Saranno i download di chi acquisterà il libro a fare non la tiratura, ma il venduto. E visto che di un file digitale stiamo parlando, questo potrebbe essere, teoricamente, duplicato all’infinito e, cosa che auguriamo a Savic, vendere all’infinito diventando un vero best seller.

La rivista Abitare sospesa da Rcs

E un altro pezzo di editoria storica se ne va, o meglio migra verso il solo web. In edicola dal 1961 Abitare era punto di riferimento per addetti ai lavori e semplici amanti di arredamento e del pianeta Casa, molto amata e lette anche negli Stati Uniti. Mesi fa anche Casaviva di Mondadori aveva subito la stessa sorte. A poche settimane dal Salone del Mobile poco resta nel panorama editoriale italiano di riviste di arredamento. In Rcs, come prima in Mondadori, avranno fatto i loro conti, non dubito. Efficienza e saving sono le parole d’ordine di questa operazione; tutto migra in internet, ma quando approda lì perde di botto di redditività. In rete tutto è gratis, o quasi, e far pagare contenuti o spingere a investire in pubblicità sembra sempre più difficile. In pratica, salvo rare eccezioni, ciò che dalla carta approda alla sola rete, finisce, come una balena spiaggiata, in attesa della morte. I casi sono due: o veramente una rivista di arredamento non serve più, cartacea o digitale che sia, o forse ne serve una diversa e il solo cambio di medium, la rete in questo caso, non cambia il problema dei contenuti.

Carta vs digitale: questione di equilibri

I profeti della vincita del digitale sulla carta, autori delle laudi funebri di stampa e inchiostro, già da tempo hanno dovuto ricredersi. La carta è dura a morire, anzi non morirà mai. Chi scrive ne è fermamente convinto. Non morirà nel senso che arriveremo semplicemente a nuovi equilibri. Per certe cose il digitale è sempre più indispensabile, per altri lo è la carta. Il difficile è dare la spinta decisiva al digitale perché, tra le altre cose, il costo dei device, a mio giudizio, resta il punto focale. I giovani sono attratti per natura dalle novità, chi lavora è portato ad aggiornarsi naturalmente, il problema è aggredire la massa critica degli over 50, che del digitale non ne sentono un bisogno così spinto. Forse avvicinarli buttandoceli dentro è l’unico modo. Basta che non gli regaliate Windows, che per iniziare da zero non è proprio il massimo (ma questa è un’altra storia).

La cronaca di questi giorni ci regala due episodi che fanno riflettere sull’equilibrio carta/digitale.

1) 14,2 milioni di dollari per un libro stampato nel 1614 negli Stati Uniti e andato all’asta da Sotheby’s a New York. Si tratta di una della 11 copie superstiti del Bay Psal Book, un libro dei salmi.Tirato inizialmente in 1.700 copie a Cambridge in Massachusetts, il libro nacque dall’esigenza dei primi primi pellegrini  che volevano diffondere i principi della religione traducendo fedelmente in inglese i salmi ebraici.

2) Newsweek torna a stampare la versione cartacea del noto settimanale. “Risparmieremo 40 milioni di dollari all’anno” aveva detto un anno fa il Direttore, annunciando la fine dell’edizione stampata del prestigioso settimanale che avrebbe proseguito le pubblicazioni solo in versione digitale. Rifatti i conti, ci si è resi conto che i ricavi dalla versione digitale non sono sufficienti a coprire i costi di una struttura che vuole puntare  sulla qualità dei contenuti. Quindi si riparte con la versione cartacea, tirata in 100 mila copie, e una nuova  struttura editoriale con 20 redattori assunti in più.Una strada, quella di ritornare alla versione su carta, che i due editori licenziatari della testata Newsweek per i mercati dell’Europa, Africa e Asia avevano già deciso. Emblematica: Surviving Exctinction (Sopravvivere all’estinzione) era il titolo con il quale la versione stampata si rivolgeva a quella digitale.

Il libro di carta resta un oggetto appetibile, prezioso, da tenere. E anche un settimanale che  ha tentato la via del digitale spinto, a causa dei ricavi più bassi, ha dovuto, in assenza di un ampliamento dei lettori tale da pareggiare la circolazione cartacea e i ricavi che ne derivano, fare marcia indietro. Insomma, i due medium, carta e digitale, solo sono vincenti.

L’editore dalla carta al digitale

Così si intitola una sintetica e interessante presentazione di Letizia Sechi di Bookrepublic diffusa su Slideshare.net e che riporto qui sotto. 16 pagine che ripercorrono i flussi di produzione, le differenze con la carta  e concetti come fogli stile, formati (epub, pdf, mobi…) e competenze. Letizia è anche autrice del bel manualetto edito da Apogeo “Editoria Digitale” rilasciato gratuitamente sotto licenza Creative Commons 3.0 BY-NC-SA e scaricabile GRATIS: http://www.apogeonline.com/libri/9788850310975/scheda

E per chi vuole andare oltre, ci sono anche le slide di Apogeo su “Formati per i libri digitali e cambiamenti nel processo produttivo”. Interessanti davvero.

L’enciclopedia digitale di Treccani

I tempi cambiano e la gloriosa Enciclopedia Treccani, voluta nel 1925 da Giovanni Gentile dimostra ancora una volta di essere al passo con i tempi. Il ricco sito treccani.it infatti non offre solo la possibilità di navigare all’interno delle principali opere edite dall’Istituto Treccani e di reperire un sacco di utili informazioni. Da qualche tempo è possibile comporre un’opera di riferimento personalizzata, in formato ebook (epub o mobi), mettendo insieme voci dell’Enciclopedia, del Vocabolario, del Dizionario Biografico degli Italiani, dell’Enciclopedia Dantesca e del Dizionario dei Sinonimi e dei Contrari, oltre da altre opere. Il costo delle voci varia a seconda della lunghezza e l’intera procedura è rapida ed intuitiva. Provare per credere…treccani-ebook