Photoshop e i suoi fratelli

Si scaricano, si installano, si usano. Costo: zero. Programmi di fotoritocco essenziali, dall’anima mobile, con tutto ciò che serve per migliorare i vostri scatti. Scopriamo i vantaggi di Pixlr, Sumopaint, Lunapic e FotoFlexer.

continua a leggere qui Photoshop e i suoi fratelli – Pixarthinking

Rilancio da qui un mio post uscito l’8 aprile 2015 sul Blog Pixarthinking al quale collaboro.

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Eliminare una tinta piatta da un PDF (non convertirla)

Ho girato la rete in lungo e in largo, ma non ho trovato nulla di sensato per eliminare una tinta piatta da un pdf facendo sparire il canale relativo. Attenzione: sparire, non rimappare. Per questo c’è la Gestione Inchiostri.

L’obiettivo era usare Acrobat (o programmi analoghi): Twist della Dalim lo fa senza nessun problema, ma non è un prodotto consumer. E anche in Pitstop non ho trovato nulla che facesse al caso mio.

Il mio problema era un pdf con 5 colori (quadricromia + 1 tinta piatta) di un libro, nel quinto colore erano state messe le soluzioni agli esercizi. In stampa tutto bene: parte della tiratura a 5 colori, fermo macchina, tolta la lastra del quinto colore e ultima parte della tiratura a 4 colori.

Sotto, a sinistra il pdf originale (in celeste, nel canale Soluzioni, la tinta piatta da eliminare) a destra il risultato desiderato.

Schermata 2015-04-13 alle 16.19.04

Dallo stesso pdf andato in stampa avevo bisogno di realizzare una versione in RGB, solo che con una conversione da CMYK+tinta piatta in RBG il 5 colore sarebbe rimasto.

Alla fine ho trovato questa soluzione che condivido.

A documento aperto in Acrobat, creare una nuova azione di correzione con Strumenti/Verifica Preliminare

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Selezionare l’icona della Chiave Inglese

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Scegliere il menu Opzioni/Creazione nuova correzione di Verifica Preliminare

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Nella finestra che appare scegliere Spazi colore, colori tinta piatta; da qui selezionare Uniforma aspetto colori tinta piatta e spostarsi nella tab Libreria campioni personalizzata

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Qui nel campo Nome inserire il nome della correzione da salvare nelle librerie di Verifica Preliminare

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Inserire nel campo nome in basso il nome esatto del pantone o della tinta piatta così come compare in Anteprima di Output e lasciare i valori di CMYK a 0. In questo modo si corregge la tinta piatta in un colore di quadricromia con tutte le forze a 0. Attenzione: una quadricromia con le forze a 0 è un bianco e non un NON colore, il che vuol dire che questo metodo funziona solo se la tinta piatta lavora su un fondo bianco o se il bianco così fatto non è in foratura.

Alla fine dell’elaborazione l’azione restituisce il risultato

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Da Anteprima di Output si può verificare che le forze della tinta piatta ora sono a 0

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Scegliere Gestione Inchiostri e rimappare la tinta piatta sulla quadricromia, fleggando Converti tutte le tinte piatte in quadricromia

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Et voià, la tinta piatta è sparita!

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Manca l’abbondanza? Ci pensa Enfocus PitStop 13

Vi siete dimenticati di aprire le abbondanze a una foto che smargina? Nessun problema ci pensa Enfocus PitStop che dalla versione -la 13, in rilascio il prossimo aprile- promette di risolvere il problema diffuso delle “smarginature assenti o insufficienti” con un’opzione per la generazione di abbondanze dove mancano.

Dice Andrew Bailes-Collins, Senior Product Manager dei prodotti PitStop: “é possibile generare le smarginature per oggetti singoli o multipli, nonché pagine o documenti completi, ottimizzando sensibilmente il flusso di lavoro nel processo di produzione“.

Ricordo che, in caso di immagini che vanno in taglio pagina, occorre SEMPRE che queste vadano oltre il refilo per almeno 3-5 mm, allungando tutti i fondi: questo perché, in fase di confezione, un taglio del legatore non preciso potrebbe rivelare la parte della pagina priva stampa, creando brutti fili bianchi.

Il più delle volte non è un problema di dimenticanza del grafico, ma di cultura grafica e dei processi di allestimento. Se siate abituati a impaginare senza le abbondanze per verificare la resa della pagina senza elementi che falsino il giudizio, ricordo che InDesign consente la modalità schermo Anteprima che mostra la pagina al vivo.

A sinistra una pagina con dei fondi che vanno al vivo privi di abbondanza, a destra la modifica fatta da Pitstop. L’impressione è che, con un comando simile al Clone di Photoshop, il programma replichi il fondo. Resta da verificare come si comporta con immagini complesse. In realtà, potrebbe essere un falso problema: è difficile che il legatore tagli male o storto per più di 1-2 mm.

In ogni caso, occhio alle cianografiche… 😉

 

Enfocus_Bleed-Before-After

 

Magnum Photos Blog: 70 anni di Le Monde

Bella gallery sul sito di Magnum Photos Blog dedicata al quotidiano francesse Le Monde che ha compiuto, nel dicembre 2014, 70 anni. Le Monde, infoatti, fu fondato nel 1944 subito dopo la liberazione della Francia. Le foto sono state scattate nel 1976 dal fotografo franco-iraniano Abbas che ha passato 2 giorni in redazione. Non si vedono computer, le telescriventi battevano le agenzie, la composizione era a mano, i pezzi scritti a penna e battuti a macchina dalle segretarie. Ora come allora il giornale chiudeva alle 13.

 

Charlie Hebdo: L’amour plus fort que la haine

charlie-hebdoNon scriverò “Je Suis Charlie” come faranno tutti oggi, non pubblicherò una delle tante copertine a tema islamico della testata francese, non mi indignerò apertamente su queste pagine virtuali, non mi appellerò alla libertà di stampa e di opinione che dovrebbe animare il mondo nel 2015. Lo scopo di questo blog è un altro, ora come sempre: scrivo qui perchè un giornale è stato colpito al cuore e, come tale, è giusto che il mio piccolo pensiero stia qui.

 

Analisi del blog del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 11.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 4 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Musica. Crescono le vendite del vinile

La crescita dei dischi in vinile continua; il celebre microsolco appassiona i consumatori e nel mondo crescono le vendite totali.  Music Business Worldwide rivela che nel 2014 in UK si sono venduti 1,3 milioni dischi analogici: 6 volte di più rispetto al 2009! Lo stesso è accaduto in USA dove le vendite si sono quadruplicate, raggiungendo quota 10 milioni. Si tratta di cifre che non si registravamo da metà degli anni ’90.

dati di vendita del vinile dal 2004 al 2014

Sarà pure un desiderio di vintage, così come le cuffie grandi, eppure il dato è significativo. Far suonare un vinile vuol dire avere un giradischi, un amplificatore e delle casse. Cose che, vista la dimensione di un 33 giri (ma anche di un 45), non sono trasportabili in mobilità come un ipod. É ovvio allora che questa non è musica da viaggio, ma da ascolto e da collezione. Nel primo caso significa che chi scegli il vinile si ritaglia il tempo per sentirselo a casa propria con calma, mentre nel secondo significa che non basta più (sempre che sia mai bastato) il “possesso” di un file di byte.

Visto che la musica ha fatto scuola su quanto è successo poi con il libro, è come se stessero aumentando le vendite dei libri miniati. Ora, proviamo ad applicare questa piccola riflessione al libro: credo che sia esattamente la stessa cosa: si vuole possedere l’oggetto, spesso facendo passare la mobilità di un e-reader in secondo piano. Con l’aggravante che non si può leggere mentre si fa altro, come con la musica. Il che implica che, sia pur in modo sempre minore, chi sceglie di leggere sceglie di ritagliarsi il tempo per farlo e lo fa alla vecchia maniera. Sembra fatta, cari editori: la formula è oggetto + tempo. Peccato che l’oggetto si possa vendere, il tempo no.

Come una bassa diventa un’alta risoluzione

Molto spesso i grafici si trovano ad elaborare immagini a bassa risoluzione che devono essere stampate in dimensioni più grandi o in alta qualità. È l’annoso tema delle “basse”; l’eterna lotta tra chi vuole che sia usata proprio quella foto -magari piccolissima e presa da Internet- e il grafico che la deve impaginare.

Se l’originale ha una risoluzione ad esempio di 72 dpi e dobbiamo interpolarlo per stamparlo in modo accettabile ovviamente l’immagine si ridurrà notevolmente per dimensioni. Ma se conosciamo la lineatura di stampa con cui verrà stampato potremmo usare un piccolo trucchetto.

Schermata 2014-12-26 alle 09.55.54

Aprendo l’immagine in Photoshop CC, impostando in Dimensione Immagine l’opzione Adatta a/Risoluzione automatica… e inserendo il numero di linee del retino di stampa (ed es. 60 linee) si aumenteranno le dimensioni dell’immagine e la risoluzione. Ovviamente non si ottengono miracoli né si fa di una bassa un’alta, ma la qualità migliorerà sicuramente.

Schermata 2014-12-26 alle 10.00.13

Righe orfane e vedove

Avendo a che fare quotidianamente con i libri e con chi li fa, li impagina e li edita, sento continuamente nominare “vedove” e “orfane”, nel senso delle righe. Ovvio. Se ne parla genericamente, si usa un termine per l’altro e forse si fa un po’ di confusione. Ho pensato per questo di ricordarlo -e ricordarmelo- una volta per tutte.

 

  • Una riga VEDOVA è l’ultima riga di un paragrafo che va a capo alla pagina (o alla colonna) seguente.

  • Una riga ORFANA, invece, è la prima riga di un paragrafo che si trova alla fine di una pagina (o di una colonna).

In entrambi i casi le righe orfane e vedove sono isolate e il lettore si trova di fronte a dover “inseguire” il testo nella pagina successiva, a volte dovendo addirittura voltare pagina.

Gli inglesi dicono: An orphan is alone from the beginning; a widow is alone at the end

Addio a Alberto Sironi

Leggo da una mail arrivata qualche minuto fa che è morto Alberto Sironi, uno dei massimi esperti italiani di stampa, dei processi di produzione e di certificazione, ispiratore e Former President di TAGA Italia. Sapevo che da qualche mese era malato e che ultimamente si era aggravato ma la morte, quando guinge, lascia sempre sorpresi.

Personalmente, in qualità di collaboratore di Print Buyer, di cui era membro del Comitato di Redazione, e de Il Poligrafico ho avuto il privilegio di confrontarmi più volte con lui. Ho più volte sottoposto i mei pezzi alle sue revisioni tecniche e ho sempre imparto molto dai suoi scritti. Ho anche avuto il privilegio, all’ultima Drupa, di visitare gli stand dei più importanti produttori di macchine al suo fianco. Alberto, tra le altre cose, è stato Presidente di TAGA Italia dal 2000 al 2007, nonchè autore di moltissimi documenti tecnici che rappresentano un prezioso patrimonio per il mondo delle arti grafiche. Ha sempre messo a disposizione di tutti le sue infinite conoscenze. Credo che tutto il mondo delle arti grafiche debba moltissimo al suo lavoro di teorico, di studioso della stampa e del colore, e di attento divulgatore.

Ciao Alberto. E grazie