Charlie Hebdo: L’amour plus fort que la haine

charlie-hebdoNon scriverò “Je Suis Charlie” come faranno tutti oggi, non pubblicherò una delle tante copertine a tema islamico della testata francese, non mi indignerò apertamente su queste pagine virtuali, non mi appellerò alla libertà di stampa e di opinione che dovrebbe animare il mondo nel 2015. Lo scopo di questo blog è un altro, ora come sempre: scrivo qui perchè un giornale è stato colpito al cuore e, come tale, è giusto che il mio piccolo pensiero stia qui.

 

Analisi del blog del 2014

I folletti delle statistiche di WordPress.com hanno preparato un rapporto annuale 2014 per questo blog.

Ecco un estratto:

La sala concerti del teatro dell’opera di Sydney contiene 2.700 spettatori. Questo blog è stato visitato circa 11.000 volte in 2014. Se fosse un concerto al teatro dell’opera di Sydney, servirebbero circa 4 spettacoli con tutto esaurito per permettere a così tante persone di vederlo.

Clicca qui per vedere il rapporto completo.

Musica. Crescono le vendite del vinile

La crescita dei dischi in vinile continua; il celebre microsolco appassiona i consumatori e nel mondo crescono le vendite totali.  Music Business Worldwide rivela che nel 2014 in UK si sono venduti 1,3 milioni dischi analogici: 6 volte di più rispetto al 2009! Lo stesso è accaduto in USA dove le vendite si sono quadruplicate, raggiungendo quota 10 milioni. Si tratta di cifre che non si registravamo da metà degli anni ’90.

dati di vendita del vinile dal 2004 al 2014

Sarà pure un desiderio di vintage, così come le cuffie grandi, eppure il dato è significativo. Far suonare un vinile vuol dire avere un giradischi, un amplificatore e delle casse. Cose che, vista la dimensione di un 33 giri (ma anche di un 45), non sono trasportabili in mobilità come un ipod. É ovvio allora che questa non è musica da viaggio, ma da ascolto e da collezione. Nel primo caso significa che chi scegli il vinile si ritaglia il tempo per sentirselo a casa propria con calma, mentre nel secondo significa che non basta più (sempre che sia mai bastato) il “possesso” di un file di byte.

Visto che la musica ha fatto scuola su quanto è successo poi con il libro, è come se stessero aumentando le vendite dei libri miniati. Ora, proviamo ad applicare questa piccola riflessione al libro: credo che sia esattamente la stessa cosa: si vuole possedere l’oggetto, spesso facendo passare la mobilità di un e-reader in secondo piano. Con l’aggravante che non si può leggere mentre si fa altro, come con la musica. Il che implica che, sia pur in modo sempre minore, chi sceglie di leggere sceglie di ritagliarsi il tempo per farlo e lo fa alla vecchia maniera. Sembra fatta, cari editori: la formula è oggetto + tempo. Peccato che l’oggetto si possa vendere, il tempo no.

Come una bassa diventa un’alta risoluzione

Molto spesso i grafici si trovano ad elaborare immagini a bassa risoluzione che devono essere stampate in dimensioni più grandi o in alta qualità. È l’annoso tema delle “basse”; l’eterna lotta tra chi vuole che sia usata proprio quella foto -magari piccolissima e presa da Internet- e il grafico che la deve impaginare.

Se l’originale ha una risoluzione ad esempio di 72 dpi e dobbiamo interpolarlo per stamparlo in modo accettabile ovviamente l’immagine si ridurrà notevolmente per dimensioni. Ma se conosciamo la lineatura di stampa con cui verrà stampato potremmo usare un piccolo trucchetto.

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Aprendo l’immagine in Photoshop CC, impostando in Dimensione Immagine l’opzione Adatta a/Risoluzione automatica… e inserendo il numero di linee del retino di stampa (ed es. 60 linee) si aumenteranno le dimensioni dell’immagine e la risoluzione. Ovviamente non si ottengono miracoli né si fa di una bassa un’alta, ma la qualità migliorerà sicuramente.

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Righe orfane e vedove

Avendo a che fare quotidianamente con i libri e con chi li fa, li impagina e li edita, sento continuamente nominare “vedove” e “orfane”, nel senso delle righe. Ovvio. Se ne parla genericamente, si usa un termine per l’altro e forse si fa un po’ di confusione. Ho pensato per questo di ricordarlo -e ricordarmelo- una volta per tutte.

 

  • Una riga VEDOVA è l’ultima riga di un paragrafo che va a capo alla pagina (o alla colonna) seguente.

  • Una riga ORFANA, invece, è la prima riga di un paragrafo che si trova alla fine di una pagina (o di una colonna).

In entrambi i casi le righe orfane e vedove sono isolate e il lettore si trova di fronte a dover “inseguire” il testo nella pagina successiva, a volte dovendo addirittura voltare pagina.

Gli inglesi dicono: An orphan is alone from the beginning; a widow is alone at the end

Addio a Alberto Sironi

Leggo da una mail arrivata qualche minuto fa che è morto Alberto Sironi, uno dei massimi esperti italiani di stampa, dei processi di produzione e di certificazione, ispiratore e Former President di TAGA Italia. Sapevo che da qualche mese era malato e che ultimamente si era aggravato ma la morte, quando guinge, lascia sempre sorpresi.

Personalmente, in qualità di collaboratore di Print Buyer, di cui era membro del Comitato di Redazione, e de Il Poligrafico ho avuto il privilegio di confrontarmi più volte con lui. Ho più volte sottoposto i mei pezzi alle sue revisioni tecniche e ho sempre imparto molto dai suoi scritti. Ho anche avuto il privilegio, all’ultima Drupa, di visitare gli stand dei più importanti produttori di macchine al suo fianco. Alberto, tra le altre cose, è stato Presidente di TAGA Italia dal 2000 al 2007, nonchè autore di moltissimi documenti tecnici che rappresentano un prezioso patrimonio per il mondo delle arti grafiche. Ha sempre messo a disposizione di tutti le sue infinite conoscenze. Credo che tutto il mondo delle arti grafiche debba moltissimo al suo lavoro di teorico, di studioso della stampa e del colore, e di attento divulgatore.

Ciao Alberto. E grazie

Più lettori, ma meno tempo. Il paradosso dell’informazione

La Stampa – Più lettori ma meno tempo. Il paradosso dell’informazione.

Qui sopra il link all’interessante articolo di Marco Bardazzi de La Stampa, che riprende le tante indicazioni sul futuro dei quotidiani che arrivano dal rapporto annuale “World Press Trends”. Il rapporto sulle tendenze dell’editoria è stato presentato a Bangkok ai 1500 Editori e Direttori che hanno partecipato al 65° Congresso mondiale dei quotidiani, l’appuntamento con il quale ogni anno l’organizzazione internazionale degli editori, nell’ambito di Wan-Ifra, fa il punto sullo stato di salute di un settore che a livello globale vale oltre 200 miliardi di dollari.

Cito le parti più significative e che fanno riflettere:

“Ai siti di informazione è dedicato l’1,3% della permanenza in rete, mentre solo lo 0,9% delle pagine viste a livello globale si trovano su giornali online”

“I «paywall», a cui ricorrono ormai quasi metà degli editori nordamericani con modelli diversi, hanno fatto calare il traffico su siti come quello del canadese «Globe and Mail»”.

Qui il link all’intero rapporto

Kindle Unlimited: libri in abbonamento anche in Italia

Ecco una mossa, l’ennesima di Amazon, che promette di dare un’ulteriore colpo al mondo dell’editoria cartacea italiana. Da qualche giorno anche in Italia è disponibile Kindle Unlimited: un servizio di abbonamento che per 9,99 euro al mese consente di leggere più di 15 mila titoli in italiano e più di 700 mila in altre lingue da qualsiasi device Amazone Android, ma anche da iPhone e iPad  con installata una delle app di lettura Kindle gratuite.

Come per altri servizi in abbonamento (es. Spotify) si paga l’accesso e non il possesso quindi non rinnovando il servizio, alla scadenza, non si ha più accesso ai libri scaricati sul proprio dispositivo, mentre i segnalibri, le note e i testi evidenziati non andranno perduti e tornano disponibili, acquistando in seguito il titolo. La scelta, a valutare i numeri, sembra molto alta, ma non tutti gli editori hanno aderito (per ora?) e non tutti i libri a catalogo sono disponibili. Qui la pagina di Amazon che porta al catalogo.

Certamente, per il lettore si tratta di un’ottima iniziativa che evidenzia anche il grande interesse di un colosso come Amazon per il mercato italiano. Kindle Unlimited rappresenta  l’ennesimo stimolo alla lettura in un paese che legge sempre meno (secondo l’Istat infatti, poco più di 4 italiani su 10 leggono almeno un libro all’anno). Difficilmente i libri digitali serviranno ad aumentare i nostri indici di lettura. Fin ad adesso non è successo. Il catalogo è già ampissimo, i device sono a prezzi accessibili, le modalità di acquisto alla portata di tutti e i prodotti di buona qualità. Chi già legge continuerà a leggere e gli altri invece si perdono in tablet, giochi, streaming, social e cinguettii vari. La ricetta giusta è lontana da essere trovata. L’alchimia, a mio avviso, è nel modo in cui viene percepito il prezzo, nel modo in cui viene concepito il prodotto e, come dicevo, nella concorrenza di altri media che intrattengono sanza richiedere impegno (e fatica) nella fruizione. Di inizative a favore del libro ce ne sono tantissime, ma non bastano mai: l’ultima sui social è #unlibroèunlibro, realizzata dall’Associazione Italiana Editori (AIE) con lo scopo di denunciare la discriminazione tra libri cartacei e libri digitali, dove i primi hanno iva al 4%, mentre gli ebook hanno una aliquota del 22%.

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Resta da chiedersi se promettere una libreria intera a 9,90 euro/mese basterà ad attirare clienti: badate clienti non lettori. Solo uno spunto di riflessione: le mie statistiche di lettura, secondo il mio Kindle, sono di 1 pagina al minuto circa. Ovvero leggo un libro medio in 300 minuti = 5 ore. Quanti giorni ci vogliono per fare 5 ore libere per leggere 1 libro?

Non so, mi sa tanto di una strategia di marketing che fa leva sul possesso della “Roba” di verghiana memoria.

Come il Mazzarò di Verga, il nostro lettore quando gli dissero che era tempo di lasciare la sua roba, per pensare all’anima, uscì nel cortile come un pazzo, barcollando, e andava ammazzando a colpi di bastone le sue anitre e i suoi tacchini, e strillava: – Roba mia, vientene con me!”.

Ps: Kindle Unlimited si può provare gratuitamente per 30 giorni.

Gli uffici di Google nel mondo

Rilancio un bel contest fotografico di hongkiat.com sugli uffici di Google nel mondo: fonte di invidia per noi italiani che se va bene lavoriamo in uffici “ufficiosi” e poco creativi, senza possibilità di girare in bici, stendersi su un’amaca o suonare insieme in un patio fiorito. Conscio che non è tutto oro quel che luccica e che, in cambio di certi benefit, la serietà, l’impegno e la professionalità deve essere sempre massima, mi piace pensare che sarebbe bello che anche qui da noi si pensasse al lavoratore, quando se lo merita, come una risorsa, preziosa con il quale collaborare al meglio.

Qualcuno in passato ci aveva già pensato, poi ce ne siamo dimenticati…

Crespi d’Adda

Google Offices Around The World [Photos] - Part II

Olivetti, asilo Olivetti, Ivrea 1945-1979 

Giorgio Calanca, Luciano Pozzo, Giorgio Mondadori e Oscar Niemeyer

Google Offices: Around The World – Part I.
Google Offices: Around The World – Part II
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Parlando di location, invece, questo è quello che si legge sul sito Adobe circa il loro headquarters nella sezione careers a San Jose, California

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San Jose is in the heart of Silicon Valley in Northern California. A temperate climate and close proximity to spectacular mountains and beaches make it ideal for outdoor enthusiasts. Running, cycling, hiking, swimming, windsurfing, and sailing are just some of the great sporting activities people enjoy in and around the city. Plus, some of the best skiing in the world is just a few hours away at Lake Tahoe. A recently revitalized downtown offers world-class theater, dance, and opera. The busy nightlife scene includes restaurants, nightclubs, bars, microbreweries, movie theaters, coffeehouses, and comedy clubs. San Jose is home to five professional sports teams, including the Sharks (hockey), SaberCats (arena football), and Earthquakes (soccer). Football and baseball fans can watch the 49ers and Giants in action just 40 miles up the road in San Francisco, or the A’s and Raiders across the San Francisco Bay in Oakland.

Questo è quello che si legge sulla sede di Agrate, Milano

Adobe’s Milan office is in Agrate, just a few kilometers from downtown Milan, in a modern business center that includes restaurants, pubs, and coffee shops.

E qui tutte le altre. Sig!

 

Concorso “Premio cover più”

Si è conclusa la prima edizione del Premio cover Più organizzata dal grafico ed art director Rino Ruscio. Ne avevamo parlato il 3 dicembre 2013 qui.

I nomi dei vincitori sono:

Premio giuria tecnica categoria Professionisti:

MAURO ORTOLANI con la copertina TI REGALO IL MALE

Premio giuria tecnica categoria Studenti:

FABIOLA VIVIANO con la copertina IL MIGLIORE PIU’ GRANDE AMICO

Premio giuria popolare categoria Professionisti:

ALESSIO FURFARO con la copertina CARO SCRITTORE IN ERBA

Premio giuria popolare categoria Studenti:

MARIANNA STOICO con la copertina LE CINQUE SORELLE CHOUETTE

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