Come fare un QR

Per creare un QR non serve una grande tecnologia a e anche la rete può venirci in aiuto. Ad esempio il sito visualead.com censente di generare QR di un proprio indirizzo web (url) e di sovrapporlo o incorporarlo in un’immagine. Il tutto con pochi clic e in cambio dell’accesso alla propria pagina di Facebook. L’immagine ottenuta può essere scaricata in alta risoluzione e in cmyk e impaginata come qualsiasi altra.

Per InDesign esistono anche dei plugin intergrati, come MPS 2D Bar Code Module.

Mentre la nuova release (InDesign CC) gestisce nativamente questa funzionalità (Generatore di codici QR). Ma si può fare ancora di più nascondendo agli occhi il QR, letteralmente, senza codici a sporcare la pagina. In pratica, è possibile inserire all’interno di immagini dei tag che solo il software del device è in grado di rilevare attivando i contenuti multimediali. Tra i vari prodotti disponibili Moodstocks usato ad esempio dalla rivista francese Étapes.

 

Francia: QR code dappertutto – parte 2

IMG_0263

Ecco un altro esempio di QR code trovato in Francia. Non si tratta di un iPhone sponsorizzato, come sembrerebbe dalla foto, ma un volantino pubblicitario dell’Ente del Turismo di Morlaix fustellato come un melafonino. Inquadrando il  QR si arriva al sito della città ricco di informazioni turistiche e non per un piacevole soggiorno nella cittadina bretone. Un’idea semplice ma efficace. La forma del volantino attira, ha una dimensione ridotta e il fatto di richiamare i contenuti online lo rende anche ecologico e sempre aggiornato. Dal sito si raggiunge anche una serie di gallery di Flickr per scoprire la città e sui dintorni. Non manca neanche l’impronta social di Facebook, come si vede dal retro.

Il QR scomparso

Qualche anno fa sembrava dovesse rivoluzionare il modo in cui potevamo interagire con la realtà. Con uno smartphone e un QR era possibile avere tutta una serie di informazioni aggiuntive, su un prodotto, un monumento, un luogo della città, un pezzo esposto in un museo, un filmato legato a un articolo… E’ la cosiddetta realtà aumentata. Eppure, dopo un primo timido apparire su riviste e giornali, il QR sembra scomparso. Relegato, si fa per dire, all’uso per il quale è nato: espandere le possibilità del bar code tradizionale. Questo è quello che sembra succeda qui in Italia. All’estero, Germania e Svizzera, ma anche Francia, invece se ne vede molti di più anche sulle riviste, sulle copertine, sui prodotti, sulle vetrine dei negozi e su qualche monumento. A dire la verità un timido rilancio della realtà aumentata lo si ritrova anche nel nuovo Sette, il settimanle del Corriere della Sera. Si scarica un’app, si inquadra la pagina e parte un filmato a corredo dell’articolo. È strano questa scarso appeal della realtà aumentata, eppure l’Italia resta leader nell’uso dei telefonini e nella vendita di smartphone e le possibilità teoriche offerte da questa tecnologia sono davvero tante. Insomma, a parte telefonarci, chattare in Facebook e scambiarci messaggi, con iphone e smartphone vari ci facciamo forse poco altro.