I segreti della colla – 1 parte

Dopo tanto digitale, una piccola (lunga) digressione analogica.

Quando avete per le mani uno stampato, libro, catalogo o giornale, cosa fate per prima cosa? Lo aprite e verificate che i contenuti siano corretti? Osservate la cromia? Oppure, prima di sfogliarlo, guardate com’è confezionato, se la colla tiene, se la legatura è ben fatta? Bene, allora avete la mia stessa “malattia”. Ed ecco un post che fa per voi.

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Drupa 2012. Müller Martini offset o digitale per me pari sono

Müller Martini è in Drupa con tutto il suo repertorio di macchine. Belle, blu e funzionanti. Dalla brossura con incassatrici automatiche al punto metallico e cellophanatura in linea. Colpisce la filo refe compatta che in meno di un metro e mezzo si alimenta, cuce e fa uscire il blocco libro finito. E i servo controlli che consentono regolazioni millimetriche e avviamenti inesistenti.
Ps. Grazie Fabio per il giro per l’immenso stand.

Drupa 2012. Alle origini della confezione

Prima di buttarmi nel mondo della stampa del futuro di Drupa 2012, ho passato una piacevole domenica a Colonia. E qui nel bellissimo museo dedicato alla scultura romana in Germania (il Römisch-Germanisches Museum) che sorge accanto al grandioso Duomo, mi sono imbattuto in un vero e proprio antenato del libro. Tre tavolette di cera nera forate lungo il lato lungo e tenute insieme con un sottile filo di canapa. Niente stampa, ovviamente, solo qualche tratto inciso con uno stilo. Un piccolo “tascabile rilegato wire-o” ante litteram. Si potrebbe anche dire che tavoletta fa rima con tablet…, ma forse è troppo. Una cosa è certa, però, ci sono oggetti che hanno raggiunto la loro perfezione fin dai primordi e, gira e rigira, dopo prove, tentativi, innovazioni e passi indietro, tornano ad essere quello che erano all’inizio. Con il bene placido di linee di brossura automatiche, metti-copertina e tagli lineari.

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Dal passato…

Girovagando per la Rete mi sono imbattuto in questa serie di immagini provenienti dal sito della Legatoria “Denis Gouey Bookbinding Studio” di New York. Nel sito, tra le altre cose, è riprodotto un testo del 1949 di George J. Mills. Il manuale, anche se in inglese, riporta una serie di interessanti informazioni relative al taglio della carta e alle macchine per il taglio. Le immagini fanno sorridere, ma i contenti restano attuali.

Il controllo qualità – parte 4

Non solo la fase di stampa, ma anche quelle successive di nobilitazione e confezione possono generare problemi di varia natura che vanno a incidere sulla qualità finale del prodotto. Accorgersene non è difficile, ma non sempre è semplice capire la reale portata di un difetto, ad esempio, sulla plastificazione o sulla rilegatura e saper valutare se un difetto è sinonimo di lavoro mal fatto o se rientra nelle tolleranze. Né tantomeno individuarne le cause e mettere in atto gli opportuni accorgimenti per evitare i problemi o porvi rimedio. Ma il print buyer non può fermarsi al controllo qualità in tipografia, deve saper seguire anche le successive fasi di produzione del suo stampato. Ecco a cosa bisogna fare attenzione quando si passa nel campo delle lavorazioni speciali e della legatoria. Continua a leggere