Sbatti il mostro in prima pagina

Locandina

Per chi non l’avesse visto o non se lo ricorda, consiglio di rivedere questo bel film del 1972 di Marco Bellocchio. Non tanto, o meglio, non solo per l’impressionante attualità dei temi trattati (il potere dei mass media nel condizionare l’elettorato, il legame stretto tra imprenditori della comunicazione e politica, la forza della parola e il relativismo pirandelliano della verità), per una Milano dal sapore aspro e fosco (strade sempre bagnate e il cielo color ottanio), per un eccezionale Gian Maria Volontè, per il curioso cameo a inizio film di un giovanissimo Ignazio La Russa, ma anche perchè tutto il film ha come filo conduttore la produzione di un quotidiano. Dalla dettatura della notizia alle copie fresche di stampa caricate sui furgoncini per le edicole. Accanto ai già visti e stereotipati primi piani delle rotative o delle copie che escono dal chopper, ci sono le linotype (con tanto di linea di fusione dei panetti di piombo), le reprocamera, i proto, i titolisti, la composizione della prima pagina, i menabò su carta, il tira-prove, le bobine di carta, le ribatture, il rumore della tipografia, le dita nere e gli sbaffi di inchiostro sulla carta ancora bagnata. Insomma, il film è una vero documento storico anche dal punto di vista di storia di come si facevano i giornali prima del computer. Da vedere.

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La “Stampa” racconta la sua storia

Apre i battenti domani 30 ottobre il museo dedicato alla storia del quotidiano “La Stampa” di Torino che quest’anno compie i 145 anni. L’idea nasce, a ridosso del trasloco nella nuova sede delle testata in via Lugaro 15, dalla volontà di evitare la dispersione dei pezzi della propria memoria. Tra prime pagine consultabili su grandi touch screen e documenti rari, ci sono due sezioni particolarmente interessanti. La prima dedicata allo sviluppo delle tecnologie di trasmissione delle notizie, dal telegrafo al telefono (il numero era 1136), dal primo trasmettitore di telefoto al dimafono, dal telex al fax fino ai primi cellulari. L’altra racconta l’evoluzione del processo di stampa del quotidiano. Dalle cassettiere con i caratteri mobili al primo sistema editoriale. Si può ammirare una linotype per la composizione dei pezzi rimasta in produzione fino al 16 ottobre 1978 quando fu composta l’ultima prima pagina in piombo dedicata all’elezione di Giovanni Paolo II. Infine, una serie di immagini mostra l’evoluzione dello stabilimento di stampa di Torino.

Per chi non potesse andare a Torino è possibile fare un bel tour della nouva redazione del giornale da qui.

Dal 30 ottobre lo Spazio La Stampa (a ingresso gratuito) è aperto al pubblico in via Ernesto Lugaro 15, a Torino.

Drupa 2012. Una Linotype che funziona ancora

Direttamente dal passato un signore con i capelli bianchi e il piglio di chi sa cosa sta facendo batte le sue dita grosse di anni di lavoro sui tasti di una Linotype. Per chi, come me, non ne ha mai vista una funzionante è un’esperienza. L’esemplare arriva dal museo della stampa di Lipsia che ci tiene a mostrarla e a tenerla funzionante. Chissà quante delle macchine che fanno bella mostra di sé a questa Drupa tra decenni saranno ammirate e avranno alle loro spalle la gloria di una Linotype? Di una cosa sono certo: non funzioneranno. Di solito le cose meccaniche girano sempre, quelle digitali, diversamente, invecchiano presto e non vanno più. Nessuna nostalgia, non temete.