Pantone senza pantonario

Lo dico subito: una cosa è la resa a video e una cosa è la resa su carta, per non parlare della differenza tra patinata e uso mano. Tuttavia, può accadere che si voglia sapere che colore sia un certo pantone e non si abbia né il pantonario né Photoshop, Illustrator o Indesign a portata di mano. Che fare? Ecco qualche sito che riproduce tutte, o quasi, le tinte pantone:

http://www.cal-print.com

http://www.iridsystem.it

http://www.ubsolutions.net

http://www.metropins.com

http://www.table-cover.com

Acrobat: Anteprima sovrastampa

Piccola premessa tecnica: in un impaginato, nell’interazione tra elementi grafici, ciascun colore può forare o sovrastampare quelli che gli stanno sotto. La differenza sta nel fatto che un colore che fora il sottostante nelle parti di sovrapposizione cancella il sottostante. Normalmente i colori sono posti tutti in foratura, per evitare che la separazione dei colori in fase di rippaggio o la sovrapposizione degli inchiostri crei degli effetti non voluti. Avete presente i box neri sotto i quali traspare una foto sotto che ogni tanto scappano a qualche grafico?

La tabella seguente illustra quello che accadrebbe “normalmente”; quando il file PDF viene separato nelle varie tinte e stampato.

Foratura Sovrastampa
Anteprima
Lastra ciano
Lastra giallo
Colore risultante all’intersezione

C: 0 %

M: 0 %

Y: 60 %

K: 0 %

C: 40 %

M: 0 %

Y: 60 %

K: 0 %

Come si può osservare nell’immagine qui sotto, a sinistra il box in Pantone PMS 5483 sovrastampa l’immagine sottostante non forandola. L’effetto di trasparenza non desiderato che si ottiene è evidente; a destra invece la foratura corretta.

2 sovrastampa

Per controllare che il nostro pdf sia corretto e che quindi in fase di impaginazione non si sia settata erroneamente la sovrastampa è possibile utilizzare l’Anteprima output dal menu Strumenti\Produzione di stampe. Qui il menu consente non solo di verificare come lavorano i singoli colori, ma di verificare le impostazioni con Anteprima di sovrastampa, enfatizzando gli effetti di trasparenze dove essa non è impostata correttamente. Il consiglio sarebbe settare nelle preferenze di Acrobat la visualizzazione per tutti i pdf dell’Anteprima di sovrastampa, così da non avere sorprese sullo stampato.

Il Pantone 18-3224 Radiant Orchid è Color of the Year 2014

E’ questo il colore scelto da Pantone per il 2014. Dopo l’Emerald Green del 2013 e il Tangerine Tango (arancione) dell’anno prima, la scelta è caduta su questo “violetto” che è una via di mezzo tra fucsia e viola, insomma un magenta con un becco di cyan per dirla da stampatore. La scelta del colore, scrive Pantone, dipende “da attente considerazioni sulle tendenze che derivano dall’industria dell’intrattenimento, del cinema, della tecnologia, dalle scelte di artisti, stilisti, collezionisti d’arte, dalle influenze che arrivano da viaggi e altre esperienze e condizioni socio-economiche”. Un mix che a sua volta influenza moda, home decor, industrial design.

A dire la verità, ad osservare i Color of the Year degli anni passati, non sono poi così sicuro che ci azzecchino sempre.

Infine ecco le conversioni per avere il Radiant Orchid nei diversi spazi di colore per carta e digitale:

CMYK: 33,72,0,0

RGB: 181,97,162

HTML Values: B163A3

X-rite, leader mondiale in scienza e tecnologia del colori e produttore di spettrofotometri, colorimetri, sistemi di prestampa e distributore dei prodotti Pantone, ha sul suo sito una divertente sezione (in inglese) chiamata “Online Color Challenge” per misurare la propria acuità visiva e la capacità di distinguere le tinte simili. Il gioco è semplice: ci sono 4 serie di 22 tacche di colore da mettere in ordine. Alla fine si ottiene la valutazione della propria acuità visiva. La prossima volta che andate a vedere un lavoro in tipografia, prima di discutere con il macchinista sulla resa del foglio, potete proporgli una sfida… 😉

Schermata 2013-06-01 alle 11.31.02

Questi i miei risultati:

Schermata 2013-06-01 alle 11.30.19

Il Pantone del 2013? PANTONE 17-5641 Emerald

E’ il classico verde smeraldo -come la speranza (il che non guasta)- il colore scelto da Pantone per il 2013.

Nel motivare la scelta Pantone sottolinea che il verde è il colore maggiormente presente in natura e anche quello che l’occhio umano riesce a percepire di più nello spettro dei colori. Qualche difficoltà in più per chi lo stampa… (vedi il mio precedente post del 5 marzo scorso) o per chi lo indossa (chi di verde si veste di sua beltà si fida); certo è un bel colore che, tra l’altro, contrasta con quello scelto per il 2012: il tangerine tango!

Con riferimento alla Serie Plus di Pantone le conversioni sono le seguenti:

RGB: 0, 155, 119

CMYK: 99, 0, 69, 0

HTML: 009B77

Drupa 2012. Isi Graphic e Epson: stampare con meno colori

A volte bastano meno colori per ottenere lo stesso effetto. È questa l’idea di Mr Lim, un intraprendente malese che ha sviluppato un sw (Isi Max Pro) per separare diversamente i colori di un’immagine, risparmiando inchiostro e ottenendo risultati comunque ottimali. Il tutto è nato dalla sua esperienza sulle macchine flexo e da lì lo ha esteso all’offset e ora al digitale. I campioni che mostra sono impressionati: un packaging a 7 colori è stampabile a 4. E la 4cromia con 3. È entusiasta del suo risultato e fa bene: la simulazione dei colori Pantone stampato in digitale su una Epson lascia davvero senza parole. C’è anche un tool per la costruzione del nero di rinforzo, del bianco di fondo e del canale per la laminazione a freddo. Anche il rivenditore italiano lo spinge per la flexo, ma io ci vedo grandi possibilità anche per l’offset.

Inchiostri metallizzati, pastello e neon – parte 1

I colori speciali nascono per sopperire alla mancanza di tinte ottenibili in quadricromia. Tanto più questo è vero per le librerie Pantone dedicate a colori metallici, fluorescenti e pastello: inchiostri che consentono, senza costose e complesse operazioni di nobilitazione post-stampa, di ottenere effetti davvero sorprendenti.

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Stampare il bianco – parte 1

Facciamo un gioco: quale dei due box qui sopra contiene più colori? Dipende, perché se è vero che il bianco contiene tutti i colori dello spettro, è pur vero che tipograficamente nel box bianco di colore non ce n’è, mentre in quello colorato ve ne sono almeno quattro. Eppure a dispetto della acromaticità che lo caratterizza, il bianco è a tutti gli effetti un colore, non solo da un punto di vista colorimetrico, tant’è qualche volta… lo si stampa pure! Continua a leggere