Impaginare è facile

Devi impaginare una tesi, un romanzo, un progetto e non sai dove cominciare? Ci sono online programmi facili, intuitivi e quasi sempre gratuiti che rendono accessibili ai principianti tutte le funzioni per un lavoro grafico corretto. Una valida alternativa ai più potenti tool di desktop-publishing tipo Indesign.

Volantini, cartoline, menu, biglietti d’auguri o da visita, newsletter o veri e propri libri…non c’è chi non abbia voluto cimentarsi almeno una volta con gabbie, tipi di caratteri e foto per creare la propria pubblicazione. Peccato che di software facili sembra non ce ne siano poi molti e da profani certo non è il caso di acquistare Adobe Indesign o QuarkXpress, professionali sì ma decisamente poco intuitivi. Eppure a ben guardare, in giro c’è tutto quel che serve. Gratuito o a pochi euro.

1. WORD

Prima di cercare altrove, sappiate che un primo potente impaginatore ce l’avete tutti i giorni sotto gli occhi: Word! Tra i suoi modelli ci sono quasi tutte le più comuni pubblicazioni compresi calendari, brochure, poster, segnalibri, curricula… tutti da personalizzare a piacimento. Volete dare sfogo alla fantasia? Partite da un foglio bianco e sviluppate la vostra idea. Sarà scontato, ma potete impostare voi il formato pagina, scegliere tra le centinaia di font disponibili (a proposito, provate a dare un’occhiata a dafont.com), scegliere i colori, importare e modificare immagini, numerare le pagine, giustificare il testo, farlo correre attorno alle foto, usare le colonne, inserire grafici e tabelle. Insomma, non manca nulla compreso un potente correttore ortografico e il salvataggio in pdf a una qualità sufficiente per la stampa domestica o da ufficio. Ricordate solo che il nero non è gestito come un solo colore e che non è possibile gestire abbondanze e i segni di taglio.

2. LUCIDPRESS

È un web-app per creare contenuti pubblicitari ed editoriali in modo estremamente semplice e senza installare nulla. Ci si registra e si ha accesso a ben 75 modelli di pubblicazione dalle quali partire e una ricca serie di funzionalità che non hanno nulla da invidiare al più blasonato Indesign. Attraverso un’interfaccia grafica completa e intuitiva si è subito operativi ed è semplice gestire formati, stili del testo, posizionamento delle immagini, l’uso di livelli e delle trasparenze per creare effetti grafici professionali. È possibile salvare per la stampa in pdf o in altri formati digitali, il tutto per poco meno di 12 euro/mese. Lucidpress inoltre gestisce nativamente anche file audio e video da inserire nei documenti e gli hyperlink per creare documenti multimediali, utili in ambito aziendale e scolastico. È integrato con Google Drive per lo storage e la condivisione e permette l’importazione di immagini direttamente da Flickr, Facebook e Dropbox, senza ulteriori tempi di upload.

3. SCRIBUS

Si tratta di un potente programma di impaginazione grafica open source (gratuito) e multipiattaforma con il quale produrre pubblicazioni di livello commerciale. L’obiettivo dichiarato del programma è rendere accessibile ai principianti l’impaginazione grafica senza limitare le funzioni più professionali come la gestione dei colori per la stampa (pantoni compresi), la creazione di pdf stampa o il trattamento tipografico del testo. Lo strumento consente di lavorare a partire da modelli o da documenti nuovi, supporta livelli, immagini vettoriali (loghi e barcode), guide e griglie intelligenti per agganciare la grafica e allineare facilmente i vari elementi e le pagine mastro per l’applicazione ricorsiva di testate, bordi, numeri pagina. Non mancano gli strumenti per una corretta composizione del testo, compresi le giustificazioni, i rientri, i capilettera, la gestione delle interlinee, il circonda immagine e un potente editor che permette di dare diverse forme ai box di testo. Utilissima la funzione che esclude in automatico i caratteri installati sul sistema che potrebbero causare problemi in fase di visualizzazione o di stampa.

 

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Eliminare una tinta piatta da un PDF (non convertirla)

Ho girato la rete in lungo e in largo, ma non ho trovato nulla di sensato per eliminare una tinta piatta da un pdf facendo sparire il canale relativo. Attenzione: sparire, non rimappare. Per questo c’è la Gestione Inchiostri.

L’obiettivo era usare Acrobat (o programmi analoghi): Twist della Dalim lo fa senza nessun problema, ma non è un prodotto consumer. E anche in Pitstop non ho trovato nulla che facesse al caso mio.

Il mio problema era un pdf con 5 colori (quadricromia + 1 tinta piatta) di un libro, nel quinto colore erano state messe le soluzioni agli esercizi. In stampa tutto bene: parte della tiratura a 5 colori, fermo macchina, tolta la lastra del quinto colore e ultima parte della tiratura a 4 colori.

Sotto, a sinistra il pdf originale (in celeste, nel canale Soluzioni, la tinta piatta da eliminare) a destra il risultato desiderato.

Schermata 2015-04-13 alle 16.19.04

Dallo stesso pdf andato in stampa avevo bisogno di realizzare una versione in RGB, solo che con una conversione da CMYK+tinta piatta in RBG il 5 colore sarebbe rimasto.

Alla fine ho trovato questa soluzione che condivido.

A documento aperto in Acrobat, creare una nuova azione di correzione con Strumenti/Verifica Preliminare

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Selezionare l’icona della Chiave Inglese

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Scegliere il menu Opzioni/Creazione nuova correzione di Verifica Preliminare

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Nella finestra che appare scegliere Spazi colore, colori tinta piatta; da qui selezionare Uniforma aspetto colori tinta piatta e spostarsi nella tab Libreria campioni personalizzata

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Qui nel campo Nome inserire il nome della correzione da salvare nelle librerie di Verifica Preliminare

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Inserire nel campo nome in basso il nome esatto del pantone o della tinta piatta così come compare in Anteprima di Output e lasciare i valori di CMYK a 0. In questo modo si corregge la tinta piatta in un colore di quadricromia con tutte le forze a 0. Attenzione: una quadricromia con le forze a 0 è un bianco e non un NON colore, il che vuol dire che questo metodo funziona solo se la tinta piatta lavora su un fondo bianco o se il bianco così fatto non è in foratura.

Alla fine dell’elaborazione l’azione restituisce il risultato

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Da Anteprima di Output si può verificare che le forze della tinta piatta ora sono a 0

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Scegliere Gestione Inchiostri e rimappare la tinta piatta sulla quadricromia, fleggando Converti tutte le tinte piatte in quadricromia

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Et voià, la tinta piatta è sparita!

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Acrobat: Anteprima sovrastampa

Piccola premessa tecnica: in un impaginato, nell’interazione tra elementi grafici, ciascun colore può forare o sovrastampare quelli che gli stanno sotto. La differenza sta nel fatto che un colore che fora il sottostante nelle parti di sovrapposizione cancella il sottostante. Normalmente i colori sono posti tutti in foratura, per evitare che la separazione dei colori in fase di rippaggio o la sovrapposizione degli inchiostri crei degli effetti non voluti. Avete presente i box neri sotto i quali traspare una foto sotto che ogni tanto scappano a qualche grafico?

La tabella seguente illustra quello che accadrebbe “normalmente”; quando il file PDF viene separato nelle varie tinte e stampato.

Foratura Sovrastampa
Anteprima
Lastra ciano
Lastra giallo
Colore risultante all’intersezione

C: 0 %

M: 0 %

Y: 60 %

K: 0 %

C: 40 %

M: 0 %

Y: 60 %

K: 0 %

Come si può osservare nell’immagine qui sotto, a sinistra il box in Pantone PMS 5483 sovrastampa l’immagine sottostante non forandola. L’effetto di trasparenza non desiderato che si ottiene è evidente; a destra invece la foratura corretta.

2 sovrastampa

Per controllare che il nostro pdf sia corretto e che quindi in fase di impaginazione non si sia settata erroneamente la sovrastampa è possibile utilizzare l’Anteprima output dal menu Strumenti\Produzione di stampe. Qui il menu consente non solo di verificare come lavorano i singoli colori, ma di verificare le impostazioni con Anteprima di sovrastampa, enfatizzando gli effetti di trasparenze dove essa non è impostata correttamente. Il consiglio sarebbe settare nelle preferenze di Acrobat la visualizzazione per tutti i pdf dell’Anteprima di sovrastampa, così da non avere sorprese sullo stampato.

L’editore dalla carta al digitale

Così si intitola una sintetica e interessante presentazione di Letizia Sechi di Bookrepublic diffusa su Slideshare.net e che riporto qui sotto. 16 pagine che ripercorrono i flussi di produzione, le differenze con la carta  e concetti come fogli stile, formati (epub, pdf, mobi…) e competenze. Letizia è anche autrice del bel manualetto edito da Apogeo “Editoria Digitale” rilasciato gratuitamente sotto licenza Creative Commons 3.0 BY-NC-SA e scaricabile GRATIS: http://www.apogeonline.com/libri/9788850310975/scheda

E per chi vuole andare oltre, ci sono anche le slide di Apogeo su “Formati per i libri digitali e cambiamenti nel processo produttivo”. Interessanti davvero.

Tablet gratis se fai l’abbonamento

Per spingere i lettori a sottoscrivere l’abbonamento all’edizione digitale alcuni Editori hanno pensato di regalare… tablet. In questo modo la “scusa” del device che costa troppo non regge più. Così devono aver pensato la casa editrice belga Rossel o il Times di Murdoch. Dal 26 novembre in Belgio gli abbonati che hanno ricevuto un Galaxy Tab e la necessaria connessione 3G sono stati un migliaio. In Francia l’iniziativa prenderà avvio dal 2013 con Les Echos. Il modello è ovviamente l’onnipresente Amazon che ha insegnato che i ricavi non si fanno con l’hardware, ma con i contenuti. A guadagnarci ovviamente fino ad adesso sono Editori e lettori: un abbonamento a “Soir + tablet” oscilla tra i 23 e i 41 euro/mese a seconda del tablet (Galaxy Tab 7 o Galaxy Note) che costa tra i 200 e i 600 euro. Nell’abbonamento si ha diritto al pdf (ah, il caro vecchio “statico” pdf) dell’edizione giornaliera, news e aggiornamenti in tempo reale di meteo e borsa e la consegna a domicilio nel fine settimana dell’edizione cartacea. Una soluzione ibrida che vuole far avvicinare al digitale chi è legato o abituato alla carta.

Negli USA la scelta è invece quella di stringere partnership con store come Barnes & Noble: chi compra un Nook ha diritto uno sconto se si abbona per un anno a un quotidiano.

Che dire? Finalmente si è compreso che è anche annullando il costo del device che si supporta la vendita di contenuti digitali, siano essi ebook o edizioni di quotidiani. Si tratta poi di fare in modo che questi contenuti siano appetibili e quindi vendibili. Se sono repliche di quanto si può reperire già in rete con pochi clic… gli Editori andranno poco lontano.

20 siti per scaricare ebook: gratis

Ancora un bel suggerimanto da hongkiat.com. Questa volta una raccolta di 20 siti per scaricare ebook gratis: nulla di illegale, nessun torrent o megaupload (^-^), bensì siti che diffondono editoria free o raccolgono materiale gratuito. In particolare segnalo:

Free Microsoft eBooks: una scelta di testi tecnici di Microsoft

Open Culture: una raccolta di 350 ebook tra romanzi, saggi e poesie

Bibliotastic: pdf, ebook e kindle di autori indipendenti

Techno India: un interessante sito indiano (!) che raccoglie testi tecnici, MBA, IT/Computer, IT Certification e di moltissimi software.

La lista completa è qui: http://www.hongkiat.com/blog/more-ebooks/

… dimenticavo, tutti in inglese: ovviamente!

Gli allegati in Acrobat: una bella idea

Ieri, ascoltando un seminario Adobe su Acrobat X, ho scoperto una funzionalità che non conoscevo, pur esistendo da alcune versioni, e che ho trovato molto utile: l’uso degli allegati. In pratica è possibile allegare a un pdf altri file proprio come se si trattasse di una mail. Meglio, come se si trattasse di un unico contenitore: invece di una cartella zippata, un pdf con dentro degli altri file. Pensate ai possibili usi in ottica di produzione di file per la stampa e di scambio di pdf e file aperti di impaginazione. Io me la sono immaginata così: preparo il mio impaginato (Xpress o Indesign) raccolgo le mie font e le mie immagini, faccio un pdf in bassa da usare come bozza, ci allego tutti i materiali e li mando alla fotolito. Sposto un solo file con dentro tutto. Ma le possibilità sono tante. Tutto dipende dal vostro flusso di produzione.

Il comando si raggiunge dal pannello laterale sinistro, cliccando sull’icona “graffetta”, si trascinano i file e il gioco è fatto. Il pdf resta leggibile anche da Acrobat Reader e chi lo riceve può estrarre i file allegati trascinandoli fuori dal menu. E’ un buon modo per archiviare i pdf per la stampa con i relativi materiali nativi. Certo, il peso del pdf cresce. Ma lo spazio costa sempre meno e la velocità delle linee rende utile anche questo tipo di archiviazione, senza passare per cartelle zippate, allegati di mail o numerosi file che viaggiano per email. C’è un limite ai formati allegabili: ad esempio EXE, VBS o ZIP perchè il formato è associato a malware, macro e virus che possono danneggiare il computer. Restano invariate anche tutte le funzionalità di compressione, cifratura e firma digitale tipiche di un file pdf: in questo modo la sicurezza è salvaguardata.

Drupa 2012. I grandi assenti: Adobe, Quark e Aple

Scorrendo lo sconfinato elenco degli espositori di Drupa 2012 sono rimasto fortemente colpito dall’assenza di 3 grandi assenti:
– Adobe
– Quark
– Apple
È vero che Drupa è la fiera della stampa, non dell’informatica, ma è altrettanto vero che senza queste 3 aziende probabilmente non uscirebbe da nessuna macchia da stampa mondiale un solo stampato. È pur vero che Adobe ha ormai il monopolio del software di impaginazione e non ha certo bisogno di un’altra fiera per consolidare le sue quote di mercato. Ma in questi giorni sta uscendo la CS6 e a giudicare dai loro comunicati non mancano novità nell’ambito della produzione digitale e della crossmedialitá. Aspetti guarda caso al centro anche delle nuove sfide del settore della stampa. Lo stesso si può dire di Quark che, uscita con la versione 9, di Xpress promette di rendere possibile l’output su carta e su piattaforme digitali a partire dallo stesso impaginato qxd. Eppure anche lei non c’è. E infine pesa anche l’assenza di Apple votata ormai al consumatore finale più che al mercato BtoB. Eppure grafica, editoria, packaging e stampa non possono fare a meno di macchine Apple e rappresentano comunque una bella fetta di mercato. Quanti iPhone ci stanno in un MacPro? Io credo che queste assenze dimostrino, al di lá di tutto, una miopia di queste aziende che non comprendono quanto una convergenza di interessi possa giovare a tutti. Esiste uno scollamento grave a mio avviso. Non si comprende che le esigenze degli utenti finali possono essere indirizzi di sviluppo per parte del loro business. È emblematica Adobe. Il nostro settore ha iniziato ad usare il PDF come formato chiuso di scambio di impianti di stampa, come iniziativa dal basso e Adobe poco o nulla ha fatto per comprendere le normali esigenze del mondo della stampa, alle quali hanno dovuto rispondere altre software house. Per fortuna.