La censura di Apple – II parte

La faccenda sembra essere un po’ più estesa di quanto notato per il titolo Rizzoli nel precedente post. Una rapida ricerca su Google in italiano (non oso pensare in inglese) svela una serie inquietante di altri casi. Si va dal fumetto gay all’app di Playboy, alla cover del disco del rapper americano Rick Ross (ritratto a petto nudo) all’app di fotografia 500px rimossa dallo store e così per pagine e pagine.

C’è anche il caso però riportato da melablog.it: in un post del 28 febbraio 2013 si denuncia la censura di Apple su Mail e allegati su iCloud. Il post è questo. E’ una leggenda metropolitano, come i coccodrilli nelle fogne? Possibile eppure “Non ci volevamo credere, e abbiamo fatto qualche test […]. Se la combinazione “barely legale teen” compare nel corpo del messaggio, la consegna va a buon fine; se invece compare nell’oggetto, non soltanto il sistema si rifiuta unilateralmente di recapitarla, ma non avvisa neppure l’utente della censura.”

A ben guardare, però questo tipo di intervento da parte di Apple è previsto. Sempre melablog.it riporta uno stralcio dei termini del contratto di iCloud che esplicitamente dice:

Apple si riserva il tutti i diritti di determinare quali contenuti siano appropriati e in accordo con questa licenza, e può -se così ritiene- effettuare un controllo preventivo, spostare, rifiutare, modificare e/o rimuovere parte del contenuto in qualunque momento, senza necessità di avvisare l’utente e a sua assoluta discrezione, se il contenuto trovato dovesse risultare inappropriato o in violazione dei termini di questo accordo.

Qui c’è un post analogo tratto da www.macworld.co.uk

Beh, sinceramente pensavo che il 1564 (anno del Concilio di Trento) fosse passato da un po’ e che nel 2013 non ci fosse più bisogno dell’opera di Daniele da Volterra, detto il “Braghettone”, che rivestì i personaggi del Giudizio Universale della Cappella Sistina.

La censura di Apple

Da qualche giorno è uscito in libreria un saggio edito da Rizzoli intitolato “Sex, Erotismi nell’arte da Courbet a youporn”. L’autore è un signore con gli occhiali e la faccia simpatica di nome Luca Beatrice, un critico d’arte e un docente dell’Accademia Albertina di Torino, co-curatore del Padiglione Italia alla Biennale di Venezia nel 2009 e ha scritto diversi libri dedicati all’arte (es. Pop. L’invenzione dell’artista come star) e collabora con molte testate tra cui Il Giornale, Max, La Stampa… Insomma, una persona che definiresti seria, non certo un pornografo o uno scrittore dalla dubbia moralità. Il libro stesso è un saggio serio e riccamente documentato e non un bieco racconto volgare o pornografico. Eppure, la sorte di questo libro è interessante per osservare un fenomeno interessante: la censura di Apple.

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La copia cartacea in vendita in tutte le librerie ha riprodotto in copertina l’opera di Gustave CourbetL’origine del Mondo”, dipinta nel 1866.

Mentre, EDGT25992gla copia digitale in vendita su Apple Store ha un’altra copertina: tutta bianca, solo testo. E il quadro dove è finito? Censurato evidentemente. Ritenuto volgare o non adatto a un pubblico di minori. Perfetto, anzi no, terribile. “L’origine del Mondo” attualmente è esposta nella sala XX del Museo d’Orsay di Parigi senza che a nessun visitatore, adulto o bambino, sia preclusa la vista. Certo il realismo è forte, ma la realtà di un quadro è sempre diverso da quello di una foto e come scrive R. Barthes: se la foto mostra il reale, in un dipinto il reale è colto attraverso la materia pittorica. Troppo fine? Eppure che questo quadro sia universalmente considerato arte, e non un frame di youporn, che i signori di Apple probabilmente non l’hanno neanche preso in considerazione, che poi il libro sia un saggio d’arte poco importa. I loro controlli evidentemente si basano su luoghi comuni e non sulla cultura che occorrerebbe avere per capire.

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Cosa avrebbero fatto se in copertina ci fosse stato La Venere di Urbino di Tiziano, le Tre Grazie di Rubens, Leda e il cigno o Mademoiselle di Francois Boucher o un affresco di Pompei? L’avrebbero censurati ugualmente?

Eppure a ben guardare sull’Apple Store, limitandoci alla sola ricerca di Libri, di copertine erotiche ce ne sono moltissime.

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Chissà allora qual è stato il criterio? Mistero: in Italia, ricordo, è considerato VM 18 il sesso maschile e la penetrazione. Non sono voluto andare a cercare le regole di Apple per non scoprire altre censure arbitrarie. Forse la svastica: eppure Main Kampf o libri come Hitler e il Nazismo Magico ci si sono con tanto di croce uncinata.

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È vero che esistono delle regole per pubblicare su Apple Store, ma è altrettanto vero che chi compra lo fa con consapevolezza e vista la posizione dominante di Apple nel mercato, imporre delle regole significa sostituirsi alla morale di ciascuno e al libero arbitrio. Chi è Apple per decidere se un’immagine, un testo, un’idea possa o meno essere rappresentata, o un libro venduto? Perché se Rizzoli, vedendosi rifiutato il titolo, non avesse cambiato la copertina oggi quel libro non sarebbe in vendita.

Beh, cambiamo titolo e proviamo a derivare le conseguenze…

Ps:. Amazon vende il libro con la sua copertina originale: qui

Il colore del 2012? Il PANTONE 17-1463 Tangerine Tango

Così ha decretato la somma autorità mondiale sul colore, l’americana Pantone. La scelta quest’anno è caduta su colore caldo e forte. Un colore che, come ha detto Leaatrice Eiseman, direttore esecutivo del Pantone Color Institute, è “sofisticato ma allo stesso tempo teatrale e seducente”. Si tratta di un arancio con tantissima profondità che esprime forza, passione ed energia, proprio come la danza argentina da cui trae il nome. E, aggiungo io, anche facile da abbinare… La simulazione più prossima in CMYK? C=0, M=83, Y=95, K=0.

Se siete appassionati di colore, vale la pena dare un’occhita al volume  “Pantone”, edito in Italia da Rizzoli. Si tratta di una storia della creatività del Novecento attraverso i colori, veri e propri fil rouge per raccontare l’evoluzione dell’arte, della fotografia, della grafica e della moda. Una storia  interessante che mette in relazione gli fatti storici e culturali, dove si ritrovano i colori dominanti di ogni decennio: dai marroni e  i crema dei primi anni del Novecento ai verdi e i gialli degli anni 70: “un atlante visuale di facile lettura per colorare un intero secolo” (Librerie Rizzoli).