Serigrafia metallizzata a specchio

Si chiama “Foilbond” ed è un’esclusiva tecnica serigrafia messa a punto dalla Italbond di Cesano Boscone, un mio fornitore di quando lavoravo per Nava Milano. Devo dire che quando Damiano, qualche mese fa, mi ha mostrato qualche campione sono rimasto letteralmente a bocca aperta.

L’idea è quella di ottenere lo stesso effetto di una stampa a caldo utilizzando tutte le possibilità grafiche della serigrafia, come i retini fini o alti spessori. Senza l’ausilio di alcun cliché ma con un semplice telaio serigrafico e un nastro già utilizzato nel tessile. Su qualsiasi supporto, che sia carta o PVC, è riprodotto con una colla serigrafica un grafismo, sul quale è applicato un nastro laminato a specchio. Sulla colla, una volta asciutta, viene applicato il foil per mezzo di una calandra morbida e riscaldata: ciò consente al film di aderire completamente alla superficie tridimensionale della colla, che grazie al calore rinviene e fissa il nastro stesso. Si possono ottenere anche spessori importanti, fino a 50-60 micron, e grafismi davvero fini, il tutto senza gli inconvenienti della stampa a caldo come segni di pressione sul foglio e problemi di registro, ma sfruttando tutti i vantaggi della serigrafia. Si tratta di un effetto molto particolare non ottenibile con alcuna altra tecnica, compreso il cold foil in offset.

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Drupa 2012. Le cose più curiose

 

1. L’azienda russa che stampa sull’acqua: poi vi spiego…
2. La qualità dei nastri a caldo Made in China: la Kurz può dormire sonni tranquilli
3. Una donna stampatore da Hp: non ne avevo mai viste
4. La linea del tempo di Cerutti fatta con le principali testate storicamente stampate con le loro macchine: tante e gloriose! Compreso un Playboy d’antan a dimostrazione della loro qualità di stampa
5. Le ragazze allo stand Gmund in costume bavarese e i gelatai di Q.I. Press Controls, tutti vestiti di bianco
6. Gli Avatar di Landa e il mega iPad per controllare la macchina
7. il signore che faceva gli origami al padiglione delle cartiere
8. I mobili fatti di cartone stampati e fustellati in digitale: viene voglia di metterli in casa
9. I km di etichette stampati in fiera di ogni tipo
10. Nessuno che ti dice quanto costa un suo prodotto, sia una rotativa o un piccolo plotter

 

Drupa 2012. Kurz e il foil digitale

Mi chiedevo giusto ieri che fine avesse fatto il cold foil per il quale, a detta di Heidelberg, l’Italia è mercato di riferimento. Eccolo qua in casa Kurz. A fianco alla stampa a caldo e di un nuovo sistema che si chiama Digital Metal! E già, anche la stampa a caldo diventa digitale. Più o meno. Stampo con una Hp una silhouette con inchiostro nero, poi accoppio un foil a registro con una macchina che lavora a 300 gradi. Attenzione il foil non è retinato come nel cold foil, ma è un pieno. A questo punto ritorno nella macchina digitale e sovrastampo il mio grafismo retinato. L’effetto è bello e si possono fare davvero tante cose. Peccato che i nastri ad oggi siano solo 4 e le 2 macchine non lavorino in linea. Più che il cold foil, mi sa che il Digital Metal può essere una vera alternativa alla stampa a caldo.

Il controllo qualità – parte 5

Difetti di nobilitazione: serigrafie, stampa a caldo, sbalzo

Il rischio più alto per le nobilitazioni post stampa è certamente il distacco dell’inchiostro serigrafico o del nastro che si evidenzia nel caso di serigrafie e stampe a caldo: alcuni materiali o finissaggi possono ostacolare la perfetta adesione dei materiali. Un esempio per tutti: la verniciatura lucida UV di norma ostacola qualsiasi altra sovrastampa. Continua a leggere