I segreti della colla – 2 parte

Problemi dovuti al tipo di confezione

Ci sono degli stampati delicati, che per loro natura stessa (formato, foliazione, tipo di carta…) hanno un tipo di confezione “d’elezione” nei quali l’adesione diventa determinante.

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I segreti della colla – 1 parte

Dopo tanto digitale, una piccola (lunga) digressione analogica.

Quando avete per le mani uno stampato, libro, catalogo o giornale, cosa fate per prima cosa? Lo aprite e verificate che i contenuti siano corretti? Osservate la cromia? Oppure, prima di sfogliarlo, guardate com’è confezionato, se la colla tiene, se la legatura è ben fatta? Bene, allora avete la mia stessa “malattia”. Ed ecco un post che fa per voi.

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“Inchiostri e vernici” dal sito MetaPrintArt

Per chi non lo avesse ancora scoperto, Marco Picasso ha un suo sito dedicato alla tecnica e alla cultura grafica sul quale pubblica, tra le altre cose, interessanti articoli legati alle tecniche di stampa, alla carta e agli inchiostri.

Vorrei segnalere questo dedicato a “Inchiostri e vernici“: chiaro e completo.

Scodix Sense: la “serigrafia digitale”

Glitter, alti spessori, effetti lucido/opaco… queste le meraviglie della serigrafia, tecnica tanto antica quanto versatile e preziosa. Che richiede, come noto, costosi telai serigrafici. Oppure, una stampante digitale ad alte prestazioni, come la Serie S di Scodix, in grado di riprodurre grafismi raffinati con una vernice alta fino a 700 micron: gli effetti sono spettacolari e, unendo l’effetto tattile a quello visivo della lucentezza, imitano alla perfezione superfici come la pelle di pitone, le paillettes, i palloni da basketSimile anche la tecnologia Scodix Inkjet-Braille, che riproduce caratteri braille, ma anche forme geometriche e formule scientifiche, con rilievi perfettamente percepibili, uniformi e stabili nello spessore. Ma ancora più spettacolare è la Scodix Rainbow Station, che con una sola passata attraverso una stampante a getto d’inchiostro UV consente effetti di glitter su superfici di diversa tipologia, stampate in offset, laminate, stampate in digitale, con inchiostri colorati o trasparenti. L’asciugatura UV, particolarmente rapida, impedisce che la vernice “spanda” a tutto vantaggio della precisione e della qualità del lavoro. (PB 39)

Drupa 2012. La vernice digitale di Scodix

E dopo la stampa in digitale c’è anche la nobilitazione. Vernice per lo più, ma che effetti. Lucido e opaco a tavola piena certamente, ma anche a registro e spessorata. Molto spessorata, credetemi, anche con tratti fini. Del resto lo strato di inchiostro del digitale crea un giusto letto alla vernice. Poi ci sono le glitterate, le perlescenti e le soft-touch. Ovviamente senza telai o polimeri: e una copia può essere diversa all’altra. I più scenografici sono i risultati di Scodix che ha anche allo studio un floc e un lenticolare digitale. Certo, tutto in fiera è bello: le carte sono quelle giuste e le macchine perfettamente messe a punto. Ma non credo ci sia da temere più di tanto.

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Il controllo qualità – parte 4

Non solo la fase di stampa, ma anche quelle successive di nobilitazione e confezione possono generare problemi di varia natura che vanno a incidere sulla qualità finale del prodotto. Accorgersene non è difficile, ma non sempre è semplice capire la reale portata di un difetto, ad esempio, sulla plastificazione o sulla rilegatura e saper valutare se un difetto è sinonimo di lavoro mal fatto o se rientra nelle tolleranze. Né tantomeno individuarne le cause e mettere in atto gli opportuni accorgimenti per evitare i problemi o porvi rimedio. Ma il print buyer non può fermarsi al controllo qualità in tipografia, deve saper seguire anche le successive fasi di produzione del suo stampato. Ecco a cosa bisogna fare attenzione quando si passa nel campo delle lavorazioni speciali e della legatoria. Continua a leggere